CARMAGNOLA - Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Diego Bottin sulla futuro della sanità in zona, in merito alla realizzazione del nuovo ospedale dell'Asl To5 a Cambiano.
«Il progetto del nuovo ospedale unico dell’Asl To5, previsto a Cambiano, segna un passaggio decisivo per la sanità del territorio a sud di Torino. Dopo il via libera alla Conferenza dei Servizi nel gennaio 2026, l’opera entra nella fase operativa, con l’obiettivo di realizzare una struttura moderna, tecnologicamente avanzata e capace di rispondere ai bisogni di oltre 300mila cittadini. Il nuovo presidio nascerà in posizione baricentrica e andrà a sostituire progressivamente tre ospedali attualmente attivi: il Santa Croce di Moncalieri, il Maggiore di Chieri e il San Lorenzo di Carmagnola.
Il futuro ospedale di Cambiano sarà un grande polo sanitario generalista, con circa 470 posti letto, un pronto soccorso di primo livello in grado di gestire fino a 100mila accessi annui e numerosi servizi specialistici, tra cui sale operatorie, ambulatori e reparti ad alta intensità di cura. La struttura sarà progettata anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare i percorsi assistenziali, ridurre i tempi e aumentare l’efficienza complessiva del sistema sanitario.
Se da un lato il nuovo ospedale rappresenta un investimento strategico, dall’altro resta ancora aperta una questione fondamentale per il territorio: il futuro dell’ospedale San Lorenzo di Carmagnola. Ad oggi, le informazioni ufficiali indicano che il nuovo presidio di Cambiano sostituirà le attività ospedaliere principali, ma non è ancora del tutto definito nel dettaglio quali servizi resteranno a Carmagnola. È però plausibile, sulla base di modelli già adottati in altre riorganizzazioni sanitarie, che il San Lorenzo venga riconvertito in struttura territoriale, con funzioni come: poliambulatori specialistici, servizi diagnostici, attività di continuità assistenziale, eventuali reparti a bassa intensità o lungodegenza.
La ridefinizione dei servizi sanitari locali sarà un passaggio delicato. Per i cittadini di Carmagnola e dei comuni limitrofi, sarà fondamentale capire in tempi rapidi: quali reparti resteranno attivi sul territorio, quali verranno trasferiti a Cambiano, come saranno garantiti accessibilità e tempi di intervento. Il rischio percepito è quello di un depotenziamento dei servizi locali, compensato però – nelle intenzioni della Regione – da una struttura più efficiente e completa a livello sovracomunale.
Il progetto del nuovo ospedale di Cambiano rappresenta senza dubbio un passo avanti per la sanità piemontese. Tuttavia, perché la riforma sia davvero efficace, sarà fondamentale chiarire al più presto il ruolo futuro dell’ospedale San Lorenzo di Carmagnola. Solo una pianificazione trasparente e condivisa potrà garantire un equilibrio tra innovazione, centralizzazione dei servizi e tutela della sanità di prossimità».

