MIRAFIORI - Contro il declino industriale ed economico di Torino e del Piemonte. E' in corso oggi, lunedì 15 giugno, un presidio dei lavoratori e delle lavoratrici di Mirafiori e non solo in pacifica protesta sotto il palazzo della Regione Piemonte. La manifestazione è organizzata dai sindacati.
«Oggi i Consiglieri regionali del Gruppo del Partito Democratico saranno impegnati in Aula sull’importante tema dei voucher scuola e non potranno essere fisicamente accanto ai lavoratori e alle lavoratrici di Mirafiori riuniti in presidio sotto il Grattacielo della Regione. Ma la nostra vicinanza è totale, così come la nostra preoccupazione per il futuro dello stabilimento e dell’intero comparto automotive piemontese» dichiara la presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero, esprimendo solidarietà ai lavoratori che questa mattina manifestano contro il rischio di un ulteriore declino industriale, a nome di tutti i consiglieri regionali del Partito Democratico.
«Da troppo tempo ormai – prosegue Pentenero – Mirafiori vive una condizione di incertezza che non è più sostenibile. I dati sulla produzione, le lunghe stagioni di cassa integrazione e le difficoltà dell’indotto raccontano una realtà che non può essere ignorata. È indispensabile che Stellantis presenti un piano industriale chiaro, credibile e verificabile, che indichi quali produzioni, quali investimenti e quali volumi saranno garantiti a Torino nei prossimi anni. Le Istituzioni non possono limitarsi ad assistere in silenzio. Serve una posizione forte, unitaria e autorevole, in grado di difendere un patrimonio industriale che riguarda non solo Torino, ma l’intero Piemonte. Il silenzio non è un’opzione: i lavoratori hanno diritto a risposte, non bastano rassicurazioni generiche».
«Il Partito Democratico – conclude Pentenero – sarà sempre al fianco di chi si batte per un lavoro stabile e per prospettive reali. Continueremo a farci portavoce di queste istanze in Consiglio regionale e in ogni sede istituzionale, perché il futuro di Mirafiori non può essere quello di un lento spegnimento». Secondo il segretario generale della Fiom-Cgil di Torino, Edi Lazzi, è un momento davvero pericoloso per Mirafiori e per il tessuto economico piemontese: servono nuove produzioni e una nuova linea a Mirafiori se si vuole mantenere a Torino le produzioni di auto con un'industria forte dell'automotive per tenere in piedi l'economia della città.
La capogruppo Avs in Consiglio Regionale Alice Ravinale dichiara: «Il presidente Cirio aveva promesso a inizio 2026 l'avvio di un osservatorio con le parti sociali volto a rilanciare il settore ed evitare di rincorrere le crisi. Nulla di tutto questo è successo, e non vi è stata nessuna reazione nemmeno di fronte a un piano industriale di Stellantis che abbandona definitivamente il Piemonte: persino sulla 500 ibrida Castellano ha dichiarato che "deciderà il mercato", mentre le produzioni vengono spostate in altri paesi. Per questo abbiamo chiesto con urgenza un consiglio regionale aperto. Da quando esiste il ministero del Made in Italy, la filiera dell'auto in Piemonte è stata sostituita da un'incredibile e assurda filiera di promesse tradite e annunci buttati a cui nessuno poi dà seguito. A farne le spese non è solo Mirafiori, che negli ultimi anni nonostante le rassicurazioni ha avuto solo assunzioni interinali, ma tutto l'indotto che sta venendo soffocato dalle scelte industriali di Stellantis».
«Questa mattina abbiamo partecipato al corteo e al presidio organizzato dalla Fiom contro il declino industriale ed economico di Torino e del Piemonte per ribadire la necessità di attuare politiche serie per il futuro del territorio e dell’indotto. Abbiamo inoltre espresso la nostra contrarietà al piano industriale previsto da Stellantis per Mirafiori in vista dell’audizione di Filosa in Commissioni Attività produttive e Industria di Camera e Senato. Oggi a Torino gli Elkan investono di più in buoni uscita che in lavoro. Solo a Torino sono stati persi 6.000 posti di lavoro: da anni le istituzioni, a partire dal Governo, hanno promesso tavoli di lavoro, ma ancora non abbiamo visto nessuna azione concreta per fermare il declino di Mirafiori. Pretendiamo che si investa in lavoro e transizione ecologica, senza perdere tempo in ulteriori bluff come quello su green campus, mentre all'Italia e a Torino vengono destinate solo le briciole» sottolinea il consigliere comunale SE Emanuele Busconi.
Aggiunge la capogruppo in Comune Sara Diena: «Tutte le istituzioni, a partire dal Comune, devono fare la loro parte per pretendere investimenti: serve una seconda linea a Mirafiori per garantire occupazione e futuro. Non possiamo accontentarci di promesse non mantenute, come quelle sui numeri di produzione della 500 ibrida, che sono già stati smentiti dai fatti. Per coinvolgere ancora di più la comunità cittadina e per fare la nostra parte chiederemo che venga fatto il prima possibile un Consiglio comunale aperto».


