MIRAFIORI - La produzione di auto a Mirafiori ferma per una settimana intera utilizzando permessi personali concordati e recuperi produttivi. La decisione presa da Stellantis fa discutere politicamente e non solo.
«Pur comprendendo le motivazioni legate ai flussi di fornitura e alle esigenze organizzative, riteniamo che la ripetitività di queste fermate stia generando incertezza, discontinuità lavorativa e crescente disagio tra le lavoratrici e i lavoratori - affermano Rocco Cutrì e Igor Albera di FIM-CISL Torino e Canavese - Una situazione che richiede massima trasparenza, un confronto più strutturato e soluzioni che garantiscano maggiore stabilità produttiva».
«Proprio nei giorni in cui Filosa prova a rassicurare il Parlamento e l'Italia sulle prospettive di Stellantis, che nel suo piano strategico di fatto non prevede nulla per Torino e per il Piemonte, arriva l'ennesima doccia fredda a Mirafiori: le carrozzerie resteranno chiuse per tutta la prossima settimana. E tutto ciò mentre le produzioni sono a livelli molto distanti dalle oltre 120.000 unità promesse - commentano Alice Ravinale e Valentina Cera di Avs - Riteniamo importante che finalmente anche il presidente Cirio affermi che serva un nuovo modello e che questa sia l'istanza sottoposta al Ministro Urso: meglio tardi che mai. Ma certo non si può attendere il 2030, come affermato da Stellantis, e occorre ragionare subito sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, anche in relazione agli oltre 650 contratti precari attivati nell'ultimo anno da Stellantis e che arriveranno a scadenza tra luglio e dicembre. Per questo martedì torneremo a interrogare la Giunta sul tema: l'indotto auto a forza di annunci disattesi sta morendo, Cirio e Marrone dicano chiaramente al principale settore manifatturiero di questa Regione cosa intendono fare».


