NICHELINO - L'assessore di Nichelino, Fiodor Verzola, pronto a partire in missione umanitaria per Cuba. L'amministratore comunale farà, infatti, parte della quota italiana di una delegazione europea che porterà farmaci essenziali, farmaci oncologici e materiale sanitario per aiutare una popolazione stremata dall’embargo Usa. Si tratta della campagna solidale «Let Cuba Breathe» con lo «European Convoy for Cuba» in partenza il 17 marzo.
«Odio gli indifferenti, scriveva Antonio Gramsci. Perché vivere significa prendere posizione. In questi giorni ho preso una decisione che sento profondamente necessaria. Parteciperò alla brigata di solidarietà Let Cuba Breathe, in delegazione del Partito di Rifondazione Comunista, per portare aiuti umanitari alla popolazione cubana colpita duramente dalle scelte repressive dell’amministrazione Trump - spiega Fiodor Verzola - Cuba sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia. L’embargo continua a strangolare l’isola mentre carenze energetiche, blackout, acqua razionata e difficoltà sempre più gravi rendono la vita quotidiana di milioni di persone un percorso ad ostacoli. Viviamo in un tempo in cui i potenti sembrano spartirsi il mondo come in un grande risiko globale, posizionando i loro carri armati e contestualmente cancellando vite e diritti in virtù di biechi interessi economici. In questo scenario, restare indifferenti non è più un’opzione. Per questo ho scelto di fare la mia parte ,nonostante In molti mi abbiano fatto notare come questo mi porterà lontano da casa, lontano da mia Figlia, lontano dalla mia famiglia. Tutto questo chiaramente mi spaventa, ma la risposta che mi sono dato è molto semplice. Credo profondamente che un padre non sia tale solo per ciò che fa con la propria figlia, ma anche per quello che fa nella società, accompagnando verso il futuro i nuovi uomini e le nuove donne di domani.
«Non sarà un viaggio facile. E tantomeno un viaggio di piacere - conclude l'assessore nichelinese - Sarà una missione di solidarietà e ciò che mi conforta è che porterò con me aiuti concreti, ma soprattutto un pezzo della nostra meravigliosa comunità che ha contribuito a raccogliere i farmaci necessari. Perché la solidarietà non ha confini e l’internazionalismo, per chi ci crede davvero, non è una parola da convegno. È una scelta. Io ho scelto di non restare indifferente. Let Cuba Breathe».

