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ORBASSANO - Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Orbassano, Andrea Suriani.

Di fronte ad affermazioni, pubblicate sui social e in rete, che alternano ricostruzioni parziali e attacchi personali, è doveroso riportare il confronto sui fatti documentati.

  1. È stata fatta una ricognizione dopo l’avvicendamento del personale
  2. La ricognizione sull’assegnazione degli immobili e sulla situazione debitoria è stata attivata a seguito della mia richiesta di indagine del 19 ottobre 2023. Il documento definitivo trasmesso dagli uffici, a distanza di più di due anni, attesta che numerose concessioni erano scadute da tempo, in alcuni casi dal 2012, 2014, 2016 e 2019, e che alcuni locali risultavano occupati senza alcun atto reperibile di assegnazione. Questo non è effetto di un recente pensionamento, ma il risultato di anni di mancato controllo amministrativo.
  3. I debiti sono quasi tutti rientrati, restano solo 20.000 euro
  4. Il documento ufficiale riporta che nel tempo si sono accumulate posizioni debitorie molto rilevanti, alcune superiori anche a 30.000 euro e oltre 100.000 euro per singoli soggetti, con richieste partite anni dopo l’insorgere del debito. L’importo residuo è ben oltre i 20.000 euro citati dalla Sindaca. Non si può non considerare un residuo sostenendo che non riguardi associazioni orbassanesi, poiché le associazioni occupano o hanno occupato edifici di proprietà del Comune di Orbassano. Il fatto che oggi siano attivi piani di rientro non cancella la responsabilità politica per non aver controllato prima. Se i controlli fossero stati regolari, non si sarebbero creati debiti così elevati né si sarebbe arrivati a situazioni pluriennali irrisolte.
  5. Avremmo dovuto sfrattare le associazioni?
  6. Nessuno ha mai chiesto di sfrattare alcuna associazione. Questa affermazione non corrisponde né alle mie interrogazioni né alle mie dichiarazioni pubbliche. Ho sempre sostenuto che le associazioni hanno operato in buona fede e che il problema è l’assenza di atti formali e di controlli da parte del Comune. Regolarizzare non significa cacciare, ma fare atti, stipulare convenzioni e verificare spese e canoni, cose che per anni non sono state fatte.
  7. Abbiamo aiutato le associazioni durante il Covid
  8. Nessuno ha mai messo in discussione gli aiuti alle associazioni durante il Covid, ma questo aspetto non giustifica né spiega perché le concessioni fossero scadute da anni prima del Covid, perché alcune occupazioni risultassero senza titolo e perché i controlli contabili non siano stati esercitati con continuità. L’emergenza sanitaria non può diventare una giustificazione retroattiva per problemi amministrativi preesistenti.
  9. Le accuse sono infondate e strumentali
  10. Le mie affermazioni derivano da un documento firmato dai dirigenti comunali, non da interpretazioni personali. Se oggi esiste un nuovo regolamento, sono state date nuove linee di indirizzo e sono in corso nuove assegnazioni con avvisi pubblici, è perché il sistema precedente non garantiva adeguata regolarità e controllo. Non si tratta di strumentalizzazione politica, ma della normale funzione di controllo dell’opposizione.
  11. Gli uffici stanno facendo un lavoro massacrante
  12. Ed è proprio per questo che la responsabilità è politica e non tecnica. Gli uffici oggi stanno recuperando ritardi accumulati negli anni, non creati da chi oggi chiede chiarimenti. Il controllo politico serve anche a evitare che i problemi ricadano sempre sul lavoro degli uffici. È necessario prevenire, non solo curare, le irregolarità.


Ribadisco con chiarezza: nessun attacco da parte mia alle associazioni, nessuna richiesta di sfratti, nessuna criminalizzazione del volontariato. Di tutta questa vicenda resta un dato politico incontestabile: per anni il patrimonio comunale è stato gestito senza controlli adeguati, con concessioni scadute, occupazioni senza titolo e crediti non riscossi. Oggi si sta mettendo ordine, ma questo non cancella il fatto che l’ordine mancava prima.

Concludo con un messaggio che spero possa essere il più chiaro possibile per la Sindaca, il Presidente del Consiglio e la maggioranza: il consigliere comunale esercita funzioni di indirizzo, controllo politico-amministrativo e sindacato ispettivo, funzioni tutelate dal Testo Unico degli Enti Locali, articolo 43. I poteri principali includono l’accesso agli atti e alle informazioni, la presentazione di interrogazioni e mozioni, la richiesta di convocazione del Consiglio e la partecipazione alle commissioni per vigilare sull’operato della maggioranza. Fatevene una ragione. Continuerò a farlo, con rispetto per le associazioni e con senso di responsabilità verso i cittadini.