MIRAFIORI - Oggi Stellantis ha comunicato che i risultati del 2025 sono stati negativi sul versante delle consegne, del fatturato, della redditività e del cash flow. Questo ha comportato il mancato raggiungimento del livello minimo indispensabile per l'erogazione del premio annuale. A darne notizia, in una nota, Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri Fiat, secondo i quali l'azienda ha respinto la richiesta sindacale di riconoscere almeno un'erogazione una tantum. I sindacati hanno espresso grande amarezza per il mancato riconoscimento ai lavoratori di una somma che negli scorsi anni ha costituito una parte significativa della retribuzione, e profonda preoccupazione per il futuro.
«La mancata erogazione del premio annuale ai lavoratori Stellantis è una notizia grave, che colpisce migliaia di famiglie e apre interrogativi pesanti sul futuro industriale del gruppo in Italia e in Piemonte», affermano la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero e la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo. «La comunicazione dell’azienda, che ha attribuito il mancato premio ai risultati negativi del 2025 in termini di consegne, fatturato, redditività e cash flow, ha generato amarezza e forte preoccupazione tra i dipendenti. Il premio non sarà erogato in quasi tutti i Paesi in cui Stellantis è presente, con poche eccezioni, e l’azienda ha respinto anche la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di riconoscere una una tantum. Per molti lavoratori il premio rappresenta una parte significativa del reddito annuale. La sua cancellazione pesa in modo diretto sui bilanci familiari, in un contesto già segnato da inflazione e incertezze occupazionali. Il non raggiungimento degli obiettivi che il Gruppo Stellantis si era prefissato rappresenta l'ennesima certificazione di un disinvestimento dell’azienda: le promesse sono state infrante come le porcellane e sono i lavoratori a pagarne le conseguenze».
«Le responsabilità dei disastrosi risultati di questi anni non possono sempre essere riconducibili ad altri. È da tempo che la Fiom denuncia le sbagliate strategie di Stellantis, a partire dalla più recente relativa all'abbandono sostanziale dell'elettrico fino alla scelta di concentrare i maggiori investimenti soprattutto verso i paesi emergenti», dice la Fiom che chiede al Governo di convocare le parti a Palazzo Chigi per trovare le adeguate soluzioni alla drammatica situazione che tutto il settore sta attraversando. «Azzerare il premio di risultato - dice Marco Grimaldi di Avs - è un ricatto sociale: non è crisi, è scelta politica contro il lavoro italiano. Il governo che assiste in silenzio è complice della fuga degli investimenti e di questi soprusi intollerabili».
Dal canto suo l'azienda ha risposto così attraverso il Ceo, Antonio Filosa: «I nostri risultati dell’esercizio 2025 riflettono il costo della sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica e della necessità di reimpostare il nostro business mettendo al centro la libertà dei clienti di scegliere all’interno di una gamma completa di tecnologie: elettrica, ibrida e a combustione interna. Nella seconda metà dell’anno abbiamo iniziato a vedere i primi segnali positivi di progresso, grazie ai risultati iniziali delle azioni intraprese per migliorare la qualità, alla solida esecuzione dei lanci della nostra nuova ondata di prodotti e al ritorno alla crescita del fatturato. Nel 2026 il nostro focus sarà continuare a colmare i gap di esecuzione del passato, accelerando ulteriormente verso un ritorno a una crescita profittevole».
«Oggi Stellantis annuncia che non ci sarà nemmeno il premio, nemmeno una tantum, per le lavoratrici e i lavoratori italiani - aggiungono Alice Ravinale, capogruppo AVS Regione Piemonte, e Valentina Cera, consigliera regionale AVS Piemonte - una decisione che, purtroppo, era nell’aria, ma che resta una beffa inaccettabile per chi da anni paga sulla propria pelle le conseguenze di scelte industriali sbagliate. Basta scuse: Elkann e i vertici di Stellantis svendono il futuro dei lavoratori italiani per proteggere i loro profitti. Mentre a Tavares regalano centinaia di milioni e i soci hanno incassato negli ultimi 4 anni dividendi miliardari, ai nostri operai lasciano il conto e la più totale incertezza. Anche il tanto annunciato rilancio di Mirafiori legato alla produzione della 500 ibrida, si sta rivelando per quello che è: un annuncio senza sostanza, incapace di garantire livelli produttivi adeguati, continuità occupazionale e prospettive reali per il futuro dello stabilimento».

