VILLASTELLONE - Preoccupazione crescente per il futuro dello stabilimento Petronas di Villastellone, al centro di una mozione ad hoc presentata al Consiglio comunale dal gruppo Villastellone nuova e approvata dal parlamentino locale. Il documento accende i riflettori sulle possibili ricadute occupazionali dopo la perdita della commessa Stellantis e l’avvio della procedura di esubero del personale.
Negli ultimi mesi, come evidenziato nella mozione, la situazione dello stabilimento situato in via Santena 1 è diventata sempre più critica. La decisione del socio di maggioranza Stellantis di trasferire le forniture di oli motore a Total France, con decorrenza dal 1° gennaio 2026, ha generato forti timori per il futuro dei lavoratori. In una prima fase si era parlato di un possibile impatto su circa 380 addetti tra gli stabilimenti di Villastellone e Napoli, molti dei quali direttamente coinvolti nella commessa Stellantis. Più recentemente, la crisi ha assunto contorni più concreti: l’azienda ha avviato una procedura di esubero che riguarda circa 70 lavoratori, come emerso anche in sede di Consiglio regionale.
I promotori della mozione sottolineano come l’avvio della procedura di esubero rappresenti un elemento di forte criticità per il territorio, con potenziali ripercussioni sulle famiglie dei lavoratori, molti dei quali residenti a Villastellone e nei comuni limitrofi. Da qui la necessità di tutelare il tessuto produttivo locale e salvaguardare i livelli occupazionali. Tra le azioni previste dalla mozione, l’impegno del sindaco e della giunta a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione, mantenendo un dialogo attivo con azienda, sindacati e lavoratori. Previsto anche il rafforzamento dei contatti istituzionali con il Comune di Santena e gli altri territori coinvolti, oltre alla richiesta formale alla Regione Piemonte di aprire un tavolo istituzionale dedicato. Si punta anche a sostenere eventuali percorsi di riconversione, riqualificazione o ricollocazione dei lavoratori, preservando il ruolo strategico dello stabilimento nel sistema produttivo piemontese. Non manca l’intenzione di sollecitare l’azienda a valutare soluzioni alternative agli esuberi, come ammortizzatori sociali o programmi di prepensionamento volontario, per limitare l’impatto occupazionale. Infine, la mozione prevede misure di supporto alle famiglie coinvolte e un aggiornamento periodico al Consiglio comunale sugli sviluppi della vicenda.


