VINOVO - L'ultimo Consiglio comunale a Vinovo è stato sospeso, per la mancanza del numero legale, sulla votazione della variante di bilancio che prevedeva fra l'altro l'autorizzazione dell'anticipo di cassa. Sono, infatti, usciti dall'aula i gruppi di opposizione presenti insieme ai tre consiglieri presenti del neonato gruppo Vinovo al Centro.
Lo stop alla seduta del parlamentino locale ha fatto molto discutere. «In Consiglio Comunale, il neonato gruppo “Vinovo al Centro”, fuoriuscito da Uniamo Vinovo, ha scelto di fermare il paese. La variazione di bilancio era pronta. Documentata, discussa, condivisa. Il nostro gruppo era pronto a votarla con convinzione. A mancare non sono stati gli atti, né le risposte: è mancata la volontà politica di un gruppo di quella che sarebbe di maggioranza e che ha determinato il blocco del Consiglio - commentano Riccardo Gangi, Simone Camandona e Amedeo Graditi di Uniamo Vinovo - Diciamolo con chiarezza: la responsabilità di questo blocco ha un nome e un indirizzo preciso. Non è un incidente, non è un disguido tecnico. È stata una scelta deliberata. E quella scelta ha un prezzo, che non pagheranno loro: lo pagherà Vinovo. Quella variazione serviva a completare cantieri già aperti, a far ripartire opere ferme, a mettere in sicurezza risorse pubbliche già impegnate. Bloccarla significa una cosa sola: lavori che si fermano, opere che slittano, soldi dei cittadini messi a rischio. Sono i vinovesi a rimetterci, mentre qualcuno porta avanti dinamiche politiche che nulla hanno a che vedere con il merito della variazione. Perché di questo si tratta. Non di una questione di principio, non di una battaglia sui contenuti. Si è scelta una linea che lascia spazio a logiche interne che hanno prevalso sull’interesse della città».
«Far parte di una maggioranza non è un diritto a senso unico: comporta lealtà, coerenza e l’assunzione delle proprie responsabilità davanti ai cittadini. Chi blocca rompe quel patto e se ne assume, da solo, tutte le conseguenze - continuano da Uniamo Vinovo - Il nostro gruppo Uniamo Vinovo non si ferma. Continueremo a lavorare con serietà e determinazione, mettendo al centro Vinovo e i suoi cittadini, e non i giochi di potere di qualcuno. Vinovo merita un’amministrazione che guardi avanti, non chi la tiene in ostaggio. Noi staremo dalla parte di Vinovo. Ogni giorno».
Pronta la replica di Vinovo al centro: «Prima la chiarezza, poi il voto. Vinovo al Centro ha lasciato l’aula perché non riteneva corretto votare una variazione di bilancio delicata senza avere tutti gli elementi necessari. Non siamo contro i bambini, la scuola, i servizi o i pagamenti dovuti. Siamo contro il voto al buio. Quando si parla di soldi pubblici, avanzo, cassa e anticipazione di tesoreria, il Consiglio comunale deve conoscere numeri, tempi e piano di rientro. Chiedere chiarezza non significa bloccare il Comune. Significa rispettare i cittadini. Noi siamo pronti a tornare in aula appena gli atti saranno completi e comprensibili».


