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NICHELINO - Sta facendo discutere a Nichelino una raccolta firme, promossa sul web, per chiedere la riapertura dell’area cani di via Primo Maggio. Sulla petizione, è intervenuto in queste ore l'assessore Fiodor Verzola per alcuni chiarimenti.

«La raccolta firme, per come è stata impostata, rischia di essere fuorviante. E lo è ancora di più considerando che al promotore avevo personalmente spiegato le motivazioni dietro alla chiusura dell’area, che ha scelto invece di trasformare la questione in una contrapposizione pubblica che ha finalità evidentemente elettorali e che, francamente, mi interessano molto poco. Partiamo dal primo punto, che è anche il più importante. L’area cani di via Primo Maggio non verrà riaperta! Voglio essere estremamente chiaro su questo, per evitare che si alimentino false aspettative nei confronti di parte della cittadinanza - spiega Verzola - La chiusura dell’area non deriva da una scelta politica dell’amministrazione comunale, ma da una richiesta avanzata dalla Tenenza dei Carabinieri, che ha chiesto che quell’area diventasse una zona cuscinetto a ridosso della zona militare, così da garantire che le attività operative e le funzioni di polizia potessero svolgersi senza interferenze o presenza di civili in adiacenza all’area sensibile. Pertanto abbiamo dovuto prendere atto della richiesta di acquisizione dell’area da parte della Tenenza. Questa è la realtà dei fatti, tutto il resto è propaganda».

«La seconda accusa che viene mossa è quella di una presunta scarsa attenzione verso i servizi dedicati agli animali. Ed è semplicemente falsa - aggiunge l'assessore Fiodor Verzola - Nichelino è una delle città con il maggior numero di aree cani rapportato agli abitanti e all’estensione territoriale e, soprattutto, la zona di via Primo Maggio continua ad essere circondata da enormi spazi verdi fruibili. A circa 15 minuti a piedi si possono raggiungere le tre aree del Boschetto, le cinque aree del parco di via Trento dietro la biblioteca e in meno di 20 minuti le due aree cani di via Debouchè. Tutte aree inserite all’interno di parchi cittadini estesi per ettari ed ettari di verde. Luoghi che rappresentano un contesto ideale per permettere al proprio cane di esprimere bisogni etologici fondamentali, dalla perlustrazione all’esplorazione, fino alla varietà degli stimoli ambientali e sociali. Ed è proprio qui che credo la buona politica, prima ancora che da educatore cinofilo, debba anche avere il coraggio di educare a un concetto diverso. Non può esistere l’idea dell’area cani “sotto casa” come unico spazio di vita del proprio cane. Un cane non può vivere nello stesso recinto per tutta la vita. È un essere vivente sociale, che ha bisogno di varietà, di esperienze differenti, di ambienti diversi e di stimoli continui. L’area cani è uno strumento utile, ma non può e non deve essere l’unico strumento attraverso cui si vive il rapporto con il proprio animale».

«Per questo respingo con forza il tentativo di raccontare questa vicenda come un taglio ai servizi o una mancanza di attenzione verso chi vive la città con il proprio cane. Anche perché basterebbe guardare quanto costruito in questi anni, dalle nuove aree cani alle politiche cinofile, fino ai percorsi di educazione e consapevolezza etologica, per comprendere quanto impegno concreto sia stato messo in campo - conclude l'assessore nichelinese - Ciò nonostante, stiamo ragionando su possibili soluzioni alternative. Ma un’area cani non nasce dall’oggi al domani. Bisogna individuare spazi idonei, compatibili con il territorio e con il contesto urbano, evitando di creare nuove criticità per altri cittadini. Perché amministrare significa assumersi la responsabilità delle scelte e raccontare la verità ai cittadini, anche quando è più semplice alimentare slogan e polemiche».