BEINASCO - Dopo alcune sentenze del Giudice di Pace di Torino sull’autovelox installato in strada Torino, il Comune di Beinasco ribadisce la piena regolarità del dispositivo e del proprio operato e fornisce un aggiornamento sul quadro normativo nazionale, oggi prossimo a una soluzione organica. Il contenzioso che da anni interessa numerosi Comuni italiani trova origine in un quadro normativo nazionale rimasto a lungo incompleto. Allo stato, nessun dispositivo autovelox in uso sul territorio nazionale dispone di un’omologazione formale, in assenza di un procedimento di omologazione mai compiutamente disciplinato a livello regolamentare.
«Tutti gli apparecchi - quello di Strada Torino come ogni altro autovelox italiano - operano in regime di approvazione ministeriale, secondo le procedure indicate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - spiegano dal Comune - la stessa circolare del Ministero dell’Interno n. 995 del 23 gennaio 2025 ha espressamente invitato le Amministrazioni a difendere in giudizio la validità dei dispositivi approvati, riconoscendone la conformità agli standard tecnici di sicurezza e affidabilità. Le pronunce del Giudice di Pace, di conseguenza, evidenziano un vuoto normativo nazionale, non un’irregolarità nell’operato del Comune. A confermarlo, lo stesso contrasto interpretativo si è manifestato ai più alti livelli giurisdizionali: nel corso del biennio 2024-2026 la Corte di Cassazione si è pronunciata su casi analoghi con esiti diversi, e numerosi Tribunali hanno riconosciuto la piena validità di accertamenti effettuati con dispositivi regolarmente approvati e tarati. Una situazione che conferma come ci si trovi di fronte a un nodo normativo da sciogliere a livello statale, non a un’irregolarità nell’operato delle amministrazioni comunali».
Su questo vulnus interviene oggi lo schema di decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dedicato all’omologazione, alla taratura e alle verifiche periodiche dei dispositivi di rilevazione della velocità. «Il provvedimento, notificato alla Commissione europea il 3 febbraio 2026 in procedura TRIS (notifica 2026/0053/IT), ha completato il periodo di standstill il 4 maggio 2026 senza alcuna osservazione da parte della Commissione e degli Stati membri. Il decreto può quindi proseguire l’iter nazionale fino all’adozione definitiva e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, attesa nelle prossime settimane. Il provvedimento prevede, all’Allegato B, l’elenco dei dispositivi già approvati che, in quanto conformi ai requisiti tecnici fissati dal nuovo Allegato A, verranno riconosciuti come omologati. Tra questi tredici dispositivi figura anche il modello installato in Strada Torino, approvato dal MIT con Decreto Dirigenziale n. 48 del 1° marzo 2021».
Il Comune sottolinea che «l'apparecchiatura è regolarmente tarata con cadenza annuale presso laboratorio accreditato Accredia secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025; l’intera documentazione tecnica è da tempo consultabile sul sito istituzionale del Comune».
«Leggere che il nostro autovelox “non è in regola” non è solo inesatto: è fuorviante. In Italia, ad oggi, nessun autovelox dispone di un’omologazione formale, perchè lo Stato non ha mai dato attuazione alla procedura: noi abbiamo seguito alla lettera le indicazioni del Ministero. Quando una notizia incompleta porta cittadini a presentare ricorsi sulla base di una premessa sbagliata, il risultato è una catena di false illusioni, parcelle pagate inutilmente e tempo perso. La sicurezza stradale è una cosa seria. L’informazione che la racconta deve esserlo altrettanto», dichiara il sindaco di Beinasco Daniel Cannati. L’amministrazione comunale resta disponibile al confronto e seguirà con attenzione gli sviluppi normativi, valutando ogni azione necessaria per tutelare l’interesse pubblico e garantire il rispetto delle regole della circolazione stradale.


