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MONCALIERI - Moncalieri si prepara a inaugurare la prima edizione del Premio della Rosa d’Oro, un riconoscimento di alto valore culturale e simbolico, conferito a una donna contemporanea che si sia distinta per il proprio impegno in ambito sociale, civile o culturale. Il Premio intende valorizzare il ruolo delle donne che, attraverso il loro operato, contribuiscono in modo significativo alla crescita e al progresso della società, affiancando alla celebrazione della rosa come simbolo di bellezza un messaggio di impegno e responsabilità civile.

Il progetto, promosso dal Comitato Moncalieri Cultura, dall’Assessorato al Turismo, Cultura e Relazioni Internazionali e dal sindaco della città di Moncalieri, si riannoda alla storia medievale e novecentesca della città, traducendo questa continuità in un linguaggio contemporaneo. Un filo che ritrova nella figura della principessa Maria Letizia di Savoia Bonaparte, ultima abitante del Castello, un nodo decisivo: tra l’Ottocento e il Novecento Maria Letizia fece delle rose una passione autentica e un segno distintivo del luogo, dando impulso al Giardino delle Rose e promuovendo un primo concorso floreale.

Per questa prima edizione, il Premio della Rosa d’Oro sarà conferito a Margherita Vicario, attrice, cantautrice e regista, premiata per Gloria!, il suo esordio alla regia uscito nel 2024. Ambientato in un istituto musicale femminile della Venezia di fine Settecento, il film racconta la storia di Teresa e di un gruppo di giovani musiciste che, contro ogni divieto, inventano una musica nuova: una vicenda di sorellanza, affermazione e di riscatto delle compositrici dimenticate, che restituisce voce e spazio a generazioni di artiste cancellate da una storia che alle donne troppo spesso ha negato memoria. Presentato in concorso al Festival di Berlino 2024 e vincitore di tre David di Donatello 2025 (tra cui quello per il miglior esordio alla regia), Gloria! ha imposto Margherita Vicario tra le voci più originali del cinema italiano contemporaneo, capace di intrecciare creatività artistica e impegno civile in un linguaggio insieme popolare e visionario. «Sono molto onorata di ricevere il Premio della Rosa d’Oro di Moncalieri – ha commentato l’artista – addirittura alla sua prima edizione. Mi sembra un premio insieme poetico e sociale, due aspetti della realtà a me così cari. In più nella città di Moncalieri a cui sono legata per solide amicizie e pomeriggi di canzoni. Ringrazio l’Assessore alla Cultura e tutti gli ibridatori di rose per il loro bellissimo lavoro».

Questa onorificenza si inserisce nel più ampio progetto del Premio della Rosa, che include anche il Premio della Rosa Maria Letizia di Savoia Bonaparte, cuore botanico dell’iniziativa, curato dall’Associazione Culturale Kòres. Giunto all’ottava edizione, celebra l’eccellenza nella coltivazione e nell’ibridazione delle rose, valorizzando la ricerca e l’innovazione nell’ambito della sostenibilità ambientale e della biodiversità, e si riallaccia al Premio internazionale della Rosa di Baden-Baden, uno dei più importanti d’Europa, che si svolge nella città con cui Moncalieri è gemellata. Una giuria altamente qualificata – con presidente Marco Devecchi, presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino – premierà le rose più belle tra quelle presentate dagli ibridatori di tutta Italia, che verranno messe a dimora nel nuovo Roseto sperimentale all’interno del Bosco del Re, nell’ambito di un importante progetto di valorizzazione del Parco storico del Castello di Moncalieri. Come evidenziato dalla presidente di Kòres Alba Zanini, questa assegnazione affonda le proprie radici nella tradizione storica e botanica della città, celebrandone l’eccellenza nella coltivazione e nell’ibridazione delle rose, promuovendo ricerca e innovazione nel rispetto della tradizione – anche grazie ad Anna Peyron, nota esperta rosaista e vivaista piemontese, da sempre grande sostenitrice del Premio –, e rafforzando al contempo il legame con il Premio internazionale della Rosa di Baden-Baden, città gemellata con Moncalieri.

Il Premio della Rosa d’Oro di Moncalieri e il Premio della Rosa Maria Letizia di Savoia Bonaparte, che verranno consegnati il 9 maggio al Castello di Moncalieri, si completano reciprocamente: da un lato la dimensione scientifica e botanica, custode della tradizione; dall’altro l’apertura culturale e internazionale, capace di interpretare il presente. Insieme, danno vita a un progetto unitario in cui la rosa diventa simbolo universale di bellezza, impegno e connessione tra persone, saperi e comunità. Proprio per questo a Margherita Vicario sarà dedicata una nuova varietà di rosa: un ibrido di Tea Grandiflora creato nel 2021 da Valentina Bordini, rifiorente, dai fiori singoli o a mazzetti, con corolla grande e piena di forma romantica, che richiama le rose antiche. I petali sono di un rosso cupo che a tratti vira al viola; il profumo è leggero e soave, come di acqua di rose. Realizzato con il sostegno di Fondazione CRT, Fissore S.p.A., Iren e Rotary Club Moncalieri, il Premio della Rosa si configura così non solo come omaggio all’eccellenza femminile contemporanea, ma anche come ponte tra memoria storica, innovazione culturale e responsabilità sociale, confermando Moncalieri quale luogo di bellezza, cultura e dialogo internazionale.