ORBASSANO - Si chiamava Raffaele Settembre, originario di Moncalieri ma residente a Orbassano, il 47enne che ha perso la vita oggi, martedì 12 maggio 2026, a Torino, a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto all'interno della Centrale del Latte, in via Filadelfia. Dipendente di una ditta esterna, secondo i primi accertamenti sarebbe stato travolto da una pedana con materiali per 750 chili che stava scaricando da un camion. Cadendo all'indietro ha sbattuto violentemente la testa ed è deceduto. Originario di Moncalieri, era sposato e padre di un figlio di 15 anni.
«Apprendiamo con sgomento e dolore di una altra tragedia sul lavoro avvenuta oggi a Torino e che ha spezzato la vita di Raffaele Settembre, un operaio di 47 anni, iscritto al nostro sindacato, la Fit Cisl - dicono dal sindacato - la Fit Cisl ha proclamato 8 ore di sciopero per la giornata di domani come segnale di dolore, rispetto e mobilitazione, affinché la sicurezza torni ad essere una priorità assoluta in ogni luogo di lavoro. Nel corso della mobilitazione si terrà inoltre un presidio dalle ore 10 alle ore 12 davanti alla Centrale del Latte di Torino, in via Filadelfia 220, per chiedere verità, giustizia e maggiori tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori». La Fit Cisl di Torino e Piemonte chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto attraverso accertamenti rapidi e rigorosi per verificare eventuali responsabilità e il pieno rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.
La Filt Cgil Piemonte esprime profondo cordoglio e vicinanza ai familiari, ai colleghi e agli affetti del lavoratore mentre operava per la società di logistica Movinlog. «Non possiamo limitarci, ogni volta, al cordoglio di rito - dice il sindacato - non è più tollerabile assistere quotidianamente a lavoratrici e lavoratori che escono di casa per svolgere il proprio lavoro e non vi fanno più ritorno. Da anni denunciamo la cronica mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, l’insufficienza dei controlli, la frammentazione degli appalti e l’assenza di investimenti strutturali nella prevenzione. Le istituzioni continuano a mostrarsi carenti e insufficienti nel predisporre norme realmente efficaci e strumenti adeguati a garantire la tutela della salute e della vita delle persone. Mancano risorse per aumentare il numero degli ispettori, per rafforzare gli organi di vigilanza, per garantire controlli periodici e sistematici e per imporre procedure operative realmente idonee a prevenire incidenti e morti sul lavoro. Troppo spesso la sicurezza viene subordinata alla produttività e alla riduzione dei costi».


