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TORINO - La crisi di Stellantis colpisce ancora, e stavolta pesa come un macigno sullo storico stabilimento torinese di Mirafiori. Dal 1° settembre 2025 al 31 gennaio 2026, oltre 2.300 addetti saranno coinvolti da contratti di solidarietà e cassa integrazione. A dare l’allarme sono stati i sindacati, che in un comunicato unitario denunciano una situazione ormai insostenibile per migliaia di famiglie.

Nei primi otto mesi del 2025, gli impianti italiani dell’ex Fca hanno totalizzato 223.000 veicoli, con una flessione del 26,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche le immatricolazioni sono in discesa, attestandosi a 1.192.746 unità, pari a un -8,1%. Sul fronte europeo, Stellantis perde terreno: la quota di mercato è scesa dal 16,4% al 15,1%. Le conseguenze non si fanno attendere: oggi, 20.400 dipendenti – su un totale di 32.745 – sono coinvolti in ammortizzatori sociali. Numeri che fotografano un’emergenza occupazionale sempre più profonda.

Uno spiraglio potrebbe arrivare a novembre, con l’arrivo della nuova Fiat 500 ibrida. Ma è lecito chiedersi se un singolo modello possa davvero arginare un’emorragia così estesa. L’inizio della produzione è previsto per il prossimo mese di novembre, con un obiettivo di 5.000 unità prodotte entro l’anno. Le prime vetture preserie sono già uscite dalla linea produttiva, a conferma del pieno rispetto dei tempi previsti dal Piano strategico che Stellantis ha presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel dicembre scorso.

I sindacati non si limitano alla denuncia: chiedono con forza un piano industriale chiaro, capace di rilanciare il settore automotive italiano e garantire prospettive concrete ai lavoratori.