Galleria fotografica

CARIGNANO - Domenica 24 maggio, XVI Gionata Nazionale ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane, è anche la data del debutto ufficiale per l’ex Villa Bona di Carignano (via Monte di Pietà 3), di proprietà comunale, che, insieme ad altre 36 dimore piemontesi (6 alla prima partecipazione o che riaprono dopo restauri) aprirà gratuitamente al pubblico. Ma sono centinaia le residenze storiche coinvolte in tutta Italia: il più grande museo diffuso del Paese che, ancora una volta, prende vita. Sarà quindi un’opportunità unica per scoprire luoghi affascinanti, spesso fuori dai circuiti turistici tradizionali, e per riscoprire storie e vicende pubbliche e private che contribuiscono a valorizzare i rispettivi territori. L’iniziativa promuove inoltre la tutela e la conservazione del patrimonio storico architettonico privato: beni vincolati e accessibili che rappresentano le radici più profonde dell’identità culturale italiana.

Il tema dell’ edizione 2026, “Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso”, richiama la responsabilità di prendersi cura di queste dimore, valorizzandole e rendendole sempre più accessibili e integrate nelle comunità, affinché continuino a generare valore culturale, sociale

In occasione della Giornata Nazionale, dunque, il Comune di Carignano in collaborazione con i volontari dei beni culturali dell’associazione Progetto Cultura e Turismo Carignano,, rende possibile la visita della sale al piano terra e al piano nobile. Orario 10-12 e 14,30-18 (visite con partenza ogni mezz'ora; numero massimo persone per gruppo 15); ingresso libero e gratuito.

L’ex Villa Bona è entrata a far parte delle Dimore Storiche italiane – Sezione Piemonte e Valle d’Aosta nel 2025, aggiungendosi a quelle presenti in Piemonte (da Casa Lajolo a Piossasco al Castello di Marchierù a Villafranca Piemonte, dal Castello Galli della Loggia a La Loggia a Villa Malfatti a San Giorgio Canavese dalla Tenuta Berroni a Racconigi a Palazzo Muratori Cravetta a Savigliano) e inserendosi così in un circuito volto a promuovere la valorizzazione e la visibilità a fini culturali e turistici di beni di pregio del territorio.

Patrimonio del Comune dal 1969, è uno dei beni culturali di maggiore interesse in Carignano. Meglio conosciuto come ex Villa Bona, Palazzo Provana del Sabbione è un edificio d’origine medioevale di proprietà dall’inizio del ‘700 della famiglia da cui prende il nome, ramo laterale dei Provana. A loro si devono la decorazione degli interni e della volta del salone delle feste, affidata ai fratelli Gioannini. All’inizio del secolo scorso il palazzo fu venduto dalla famiglia Peliti, che nel frattempo l’aveva acquistato, agli industriali biellesi Bona, proprietari del vicino Lanificio, che rinnovarono gli arredi e fecero riaffrescare molte delle sale interne.

Tra il 1930 e il 1932, Villa Bona fu arredata con il gusto eclettico di Lorenzo Valerio, importante figura di industriale e intellettuale a tutto tondo. Le quattro sale dell’appartamento (studio, salotto, bagno, camera da letto), oggi prive del mobilio originale, furono dipinte a tempera d’uovo d a Adalberto Migliorati, pittore romano ma di famiglia perugina, che realizzò pitture secondo le indicazioni dei committenti, Lorenzo Valerio e la moglie Rosetta Sertorio. Le quattro sale furono decorate con opere neobarocche ed eclettiche. Di notevole importanza, per la storia della pittura novecentesca, sono il salotto, con rappresentazioni della vita della Vergine (Sposalizio, Annunciazione, Natività, Deposizione) e lo studio, con resti della boiserie, con dipinti tratti dai miti norreni e dalla Saga dei Nibelunghi di Wagner. Nello Sposalizio, Migliorati ritrasse i due committenti, con tre dei loro figli. Straordinari, e complessi, i dipinti dello studio, dove il mito deriva dai gusti intellettuali di Lorenzo Valerio. Successivamente, dal 1960 al 1995, il palazzo ospitò il Municipio prima del trasferimento degli uffici nella nuova e attuale sede in via Frichieri (l’ex Lanificio a pochi metri di distanza, recuperato e completamente trasformato in chiave contemporanea su progetto dell’architetto Alberto Sartoris).

Dopo quasi trent’anni di chiusura e una serie di importanti interventi ad opera del Comune, che hanno riguardato principalmente il rifacimento della copertura e, con il contributo di Patrizia Bona, la sostituzione degli infissi e alcuni restauri, l’associazione Progetto Cultura e Turismo, in accordo con il Comune, ha potuto organizzare con i propri volontari le prime visite alle magnifiche stanze, che costituiscono un unicum nella pittura del periodo fascista sul territorio. L’iniziativa, inaugurata nel 2023 e ripetuta in più occasioni, sta avendo successo ed è molto apprezzata dai visitatori.