BEINASCO - Si è svolto giovedì 26 marzo 2026 in Commissione Ambiente in Regione Piemonte l'approfondimento sull'avanzamento del progetto di ampliamento dell'inceneritore del Gerbido con la presenza dell'Autorità Rifiuti e del Politecnico.
La situazione è tutt'altro che positiva secondo la consigliera, Alice Ravinale di Avs. «Il quadro che esce dall'audizione è avvilente: il Prubai di Cirio e Marnati del 2023 è rimasto una specie di libro dei sogni, con scostamenti molto significativi rispetto alla riduzione dei rifiuti. Nel 2024 sono state infatti prodotte in Piemonte, con trend negativo rispetto all'anno precedente, 150.000 tonnellate di rifiuto in più - spiega Alice Ravinale - Sulla base di questo andamento, nel 2035 il rischio è di avere oltre 2 milioni di tonnellate in più rispetto a quelle previste dal Prubai, cosa che renderebbe inadeguata l'impiantistica di smaltimento attualmente prevista, compresa la quarta linea di termovalorizzazione. Non è un caso, è il frutto di una sistematica mancanza di investimenti - da parte della Regione - nella raccolta differenziata, nell'applicazione della tariffazione puntuale, nelle politiche di economia circolare e di riduzione dei rifiuti».
«E' solo a causa di questa drammatica situazione di inadempimento della Regione ai suoi stessi piani che si è giunti a prevedere la quarta linea per l'impianto di TRM - che potrebbe addirittura non essere sufficiente rispetto agli scenari e che noi continuiamo a ritenere sbagliata, perché rischia di perpetuare un circolo vizioso che invece di far diminuire i rifiuti rende l'indifferenziata enormemente redditizia - aggiunge la consigliera regionale dai banchi dell'opposizione».
«Come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre contestato l’attivazione della quarta linea di incenerimento, della quale non esiste alcuna reale necessità. Durante la Commissione, è emerso che il trend sulla produzione dei rifiuti che era stato previsto nella scorsa audizione è peggiorato, con un aumento di 150mila tonnellate l’anno sul territorio regionale. Questo aumento, se confermato, potrebbe comportare l’attivazione di una ulteriore linea di incenerimento, la quinta, oppure l’ingrandimento di quella in fase di studio - sottolinea Alberto Unia, consigliere regionale M5S Piemonte - a chi governa manca la volontà di investire seriamente sulla raccolta differenziata, sull’incentivazione delle pratiche di riciclo e riuso, sullo sviluppo di politiche energetiche che abbiano ad oggetto le fonti rinnovabili. La Destra non guarda al futuro, si rintana nel passato, e preferisce puntare su soluzioni che impattano sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulle loro tasche. Lo stesso fa la Giunta Lo Russo e la sua maggioranza, che hanno deciso di candidare Torino ad ospitare la nuova linea di incenerimento».
«La quarta linea del termovalorizzatore quadruplicherà la potenzialità di produzione di termocalore da 189 a 850 gigawatt/h. Un’opportunità importante per implementare ed estendere la rete di teleriscaldamento. La neutralità ambientale dell’opera è collegata anche alla possibilità di usare tutto il calore prodotto. La quarta linea del Gerbido dovrebbe entrare in funzione 2032; prima dell’estate prossima dovrebbe essere pronta la progettazione ed entro fine anno il procedimento della verifica dei presupposti. È dunque importante avviare su questo, da subito, l’interlocuzione con tutti i Comuni del territorio e con Iren», dichiarano Nadia Conticelli consigliera regionale Pd, e Gianna Pentenero presidente gruppo regionale Pd.
«Un dato preoccupante emerso nel corso dell’audizione è la crescita esponenziale, superiore alle programmazioni, dei rifiuti non recuperabili, che rischia di provocare, al 2035, 150 mila tonnellate annue in più da smaltire. Su entrambe le tematiche, sottolineando anche quanto si debba incidere maggiormente sulla differenziazione dei rifiuti, a fronte dei dati emersi, abbiamo chiesto che l’assessore Marnati torni a confrontarsi con la commissione».

