CANDIOLO - L’arcivescovo di Torino, Roberto Repole, ha guidato l’incontro dedicato al valore del lavoro organizzato a Candiolo dalla Pastorale sociale e del lavoro dell’Arcidiocesi insieme a Coldiretti Torino. Il momento di riflessione e preghiera che ogni anno la Pastorale dedica al lavoro nella settimana del Primo Maggio quest’anno ha avuto al centro i valori del lavoro agricolo ed è stato ospitato dalla Cooperativa Speranza di Candiolo. L’incontro è stato preceduto da una visita del cardinale all’azienda agricola della famiglia Vanzetti dove ha sede la Cooperativa Speranza che raggruppa allevatori della Zona Sud e che produce latte ma anche biometano e anidride carbonica dalle deiezioni animali trasformando il problema dei gas serra e dell’ammoniaca in una preziosa risorsa.
Accompagnato dal presidente della Cooperativa Speranza Carlo Vanzetti oltre che dal presidente e dal direttore di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici e Carlo Loffreda, l’arcivescovo ha visitato le stalle innovative dell’azienda Vanzetti Holstein dove il benessere animale viene curato in ogni dettaglio grazie anche alla tecnologia, per passare poi alla visita agli impianti di produzione di energia elettrica, biometano da autotrazione e anidride carbonica sottratta agli effluenti e venduta alle aziende di acqua minerale. Dopo la visita si è svolto l’incontro diocesano di riflessione e preghiera condotto da monsignor Repole con parroci e gruppi cattolici di base e curato da Alessandro Svaluto Ferro, direttore della Pastorale sociale e del lavoro dell’Arcidiocesi.
«Lavorando noi diventiamo più “persona”, la nostra umanità fiorisce – è stato il filo conduttore – La dottrina sociale della Chiesa ha sempre visto il lavoro umano come partecipazione alla creazione che continua ogni giorno anche grazie alla mani, alle menti e al cuore dei lavoratori». L’arcivescovo ha ammonito a non seguire il “dio” denaro ma la pace nel lavoro.
«Una grande soddisfazione vedere un così grande interesse del cardinale verso il lavoro in agricoltura – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – A monsignor Repole abbiamo spiegato che la dignità del lavoro passa per il giusto compenso agli agricoltori per le loro fatiche e passa per il rispetto dei consumatori che hanno diritto a conoscere le origini del cibo e hanno diritto ad avere garanzie per un cibo sano e che non sia stato prodotto contro l’ambiente e contro i lavoratori come, purtroppo avviene per molti Paesi da cui importiamo prodotti agroalimentari a basso costo».
All’arcivescovo sono stati donati una targa ricordo e un cesto di prodotti della terra freschi e trasformati. «Un momento importante di profonda riflessione – ha commentato il direttore di Coldiretti Torino Carlo Loffreda – Abbiamo ascoltato parole che ci spingono ancora di più a continuare nella difesa e nella promozione della nostra agricoltura e del valore del lavoro dei nostri agricoltori».


