CARMAGNOLA - Si è svolto nella mattinata di venerdì 16 gennaio 2026, presso il Salone Antichi Bastioni, il convegno «Carmagnola ringrazia le forze dell’ordine», organizzato dall’amministrazione comunale in occasione della Giornata Regionale di gratitudine alle forze dell’ordine per il contrasto alle mafie, istituita dalla Regione Piemonte per rendere omaggio a chi ogni giorno lavora per la sicurezza e la legalità.
L’incontro, rivolto in particolare a studenti e docenti delle scuole carmagnolesi, ha rappresentato un importante momento di riflessione e confronto sul ruolo delle istituzioni e delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata e nella promozione di una cultura della legalità.
Numerose e qualificate le presenze istituzionali, a partire dall’intervento dell’Onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, accanto all’Onorevole Augusta Montaruli, al Vice Prefetto di Torino Valeria Sabatino, al Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria Mario Antonio Galati accompagnato dai Primi Dirigenti della Polizia Penitenziaria Alessandro Croci e Anna Coscarella, al Commissario Capo Simona Scudeletti in rappresentanza della Questura di Torino, al Maggiore Benedetto Aurilio con una delegazione del GICO della Guardia di Finanza di Torino, al Maggiore Mario Amengoni del Comando Provinciale dei Carabinieri, al Tenente Colonnello Massimiliano Zechender e al Capitano Emanuele Scarcella della Guardia di Finanza di Orbassano.
Presenti anche l’avvocato Civita Di Russo, il Presidente della I Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Piemonte Roberto Ravello, il Comandante della Stazione Carabinieri di Carmagnola Luogotenente Piero Massimo Fracella, e i Sindaci dei Comuni di Poirino (Nicolas Padalino), Villastellone (Federica Villa), Pancalieri (Piero Giovanni Paletto) e Pralormo (Emma Burzio), accompagnati da Vicesindaci e Assessori.
Molto significativo il coinvolgimento delle scuole cittadine: erano presenti circa 240 studenti provenienti dagli istituti comprensivi 1°, 2°, 3° e dall’IIS Baldessano Roccati, accompagnati dai docenti. Hanno partecipato anche numerose associazioni del territorio, tra cui l’ANC, la Pro Loco, il GIAV, l’ANMI, il Circolo fotografico La Fonte, l’Associazione Pescatori, il Gruppo Teatro Carmagnola, J’Amis del Teatro, Pro Natura, l’A.S.D. Polisport e altri gruppi attivi nel volontariato e nella promozione sociale. Durante l’incontro, la Città di Carmagnola ha consegnato targhe di merito alla Guardia di Finanza, all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato, alla Prefettura e alla Procura della Repubblica di Torino, come gesto simbolico di riconoscenza e stima.
Il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio ha aperto il convegno ringraziando i presenti, sottolineando l’importanza della parola “gratitudine” che, nella sua essenza, esprime una relazione profonda tra chi garantisce sicurezza e chi ne riceve il dono in termini di libertà. «È un messaggio rivolto al futuro – ha affermato – ed è per questo che è significativo vedere tanti ragazzi e ragazze oggi presenti. Ringrazio in particolare i sindaci dei Comuni vicini: su questi temi siamo uniti, senza confini».
Il Vicesindaco e Assessore alla Legalità Alessandro Cammarata ha ringraziato calorosamente le scuole per la loro partecipazione e ha ricordato che «siamo qui per ascoltare i protagonisti del lavoro quotidiano contro le mafie e la criminalità organizzata. A Carmagnola abbiamo alle spalle una storia importante su questi temi, ma sappiamo bene che non bisogna mai abbassare la guardia». L’Assessore regionale Maurizio Marrone ha ringraziato la Città di Carmagnola per l’iniziativa, rivolgendo un pensiero speciale agli studenti presenti. «A Carmagnola queste giornate assumono un significato particolare anche per la storia vissuta in prima persona dal Vicesindaco Cammarata, che ha subito intimidazioni e ha vissuto per anni sotto scorta senza mai arretrare nella sua azione contro le mafie. Questa giornata, che cade nell’anniversario dell’arresto di Matteo Messina Denaro, testimonia l’impegno concreto di Regione Piemonte nel contrasto alla criminalità, un presidio che è reso possibile grazie al lavoro quotidiano delle forze dell’ordine».
Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha sottolineato come la sicurezza sia «un bene essenziale per le fasce più fragili della popolazione, senza il quale vengono meno anche le libertà politiche e sociali.» Ha ricordato alcuni risultati ottenuti nel contrasto alle mafie e ha ribadito l’importanza di un carcere severo, impermeabile alle infiltrazioni criminali, dove «non sia più possibile operare dall’interno, come purtroppo è accaduto in passato.» Ha inoltre sottolineato il valore delle confische preventive, che permettono di sottrarre subito i capitali criminali. In chiusura, ha citato una recente intercettazione carceraria nella quale alcuni detenuti parlavano di colpirlo per via delle sue politiche dure in materia penitenziaria, dichiarando: «Più mi temono, più vuol dire che stiamo lavorando nella giusta direzione». Il Vice Prefetto Valeria Sabatino ha ricordato come le attività delle forze dell’ordine abbiano avuto un altissimo costo umano, e ha posto l’attenzione sull’importanza della prevenzione: «È fondamentale saper intercettare e fermare per tempo i tentativi di infiltrazione mafiosa nei territori e nelle istituzioni».
Il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Mario Antonio Galati ha evidenziato la duplice funzione delle carceri: «Le mura devono essere invalicabili per chi intende continuare ad agire criminalmente, ma devono anche offrire un percorso di cambiamento a chi sceglie di intraprenderlo davvero.» Rivolgendosi direttamente ai ragazzi presenti, ha messo in guardia dall’illusione della ricchezza facile ostentata dalla criminalità organizzata: «Quei beni, una volta che si perde la libertà, spariscono. Ho visto con i miei occhi persone che si presentavano con auto di lusso e orologi costosi, ritrovarsi senza neppure i soldi per le sigarette. La vera ricchezza è la libertà di poter scegliere, e la libertà non ha prezzo».
L’Avvocato Civita Di Russo, nota penalista con una lunga esperienza nella difesa di collaboratori e testimoni di giustizia in importanti processi antimafia, oggi Vice Capo di Gabinetto Vicario della Regione Lazio, ha offerto una testimonianza intensa, rivolta soprattutto ai giovani presenti: «Per trent’anni ho ascoltato pentiti raccontare crimini terribili, storie che hanno permesso allo Stato di colpire le mafie. Ho vissuto sotto scorta per oltre vent’anni e ho pagato un prezzo alto, ma rifarei tutto, perché ne è valsa la pena. Ognuno di noi dovrebbe chiedersi, ogni giorno, se le proprie scelte valgono davvero la pena. Solo così si può contribuire al bene comune, con coraggio e responsabilità. Nel mio libro Indomita. La mia battaglia contro le mafie ho voluto raccontare questo percorso non per guadagnarci, ma per lasciare uno strumento utile a chi vuole capire, riflettere e non voltarsi dall’altra parte».

