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MONCALIERI - La Olsa Lighting, storica azienda del settore automotive con sedi a Moncalieri e Rivoli, non è più della multinazionale canadese Magna. È stata ceduta, infatti, al fondo di investimento Mutares. A darne notizia, dopo i 175 esuberi degli ultimi tre anni, è stata la Fiom-Cgil. A quanto pare la cessione non era stata minimamente preventivata. Il sindacato chiederà un incontro con la massima urgenza per tutelare i lavoratori».

L’azienda si occupa di componenti per l’illuminazione automobilistica. Attualmente conta 299 lavoratori. Sulla delicata vicenda è intervenuta Gianna Pentenero, presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale del Piemonte: «La cessione della Magna Olsa Lighting rappresenta l'ennesima ferita per il tessuto produttivo e metalmeccanico torinese. Parliamo di un'azienda storica nella produzione di illuminazione per auto, con 299 lavoratrici e lavoratori già costretti a un regime di contratto di solidarietà dal maggio 2025 e colpiti da ben tre procedure di licenziamento collettivo negli ultimi tre anni. A rendere la situazione ancora più allarmante è proprio l'identikit dell'acquirente: si tratta dello stesso fondo straniero che di recente ha annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento Primotecs di Avigliana. Di fronte all'avanzata di investitori a cui interessano palesemente più le rendite finanziarie che i prodotti industriali, la Giunta regionale e il Governo nazionale continuano a brillare per la loro inazione».

«Mentre Stellantis sposta il baricentro in Nord Africa, investendo 200 milioni per potenziare il polo produttivo di Orano in Algeria, a Torino assistiamo all'inesorabile impoverimento dell'indotto. Per questo chiediamo con forza alla Giunta e al Presidente Cirio: a che punto siamo con la cabina di regia permanente sulle crisi aziendali? In passato era stata promessa l'istituzione di un tavolo politico per monitorare le crisi del territorio e affrontarle alla stregua di una vera e propria "calamità naturale" per ottenere fondi da Roma. Oggi, davanti al dramma della Magna Olsa, questo strumento sembra scomparso dai radar - attacca Gianna Pentenero - Oggi più che mai, al Piemonte serve un Assessore al Lavoro a tempo pieno: una figura che oggi di fatto manca nella Giunta, e che abbia il peso politico di alzare la voce a Roma sulle mancate politiche industriali. Serve un'interlocuzione forte e determinata con il Governo nazionale. Chi ci governa deve andare nei Ministeri non solo per pretendere piani industriali credibili, ma anche per esigere provvedimenti urgenti sul fronte energetico. I sindacati hanno già avvertito della necessità vitale di un confronto sulle drammatiche conseguenze che i costi dell'energia hanno sulla produzione. A questo si aggiunge l'aggravante della crisi internazionale del petrolio: il costo dell'energia legato alle tensioni sullo stretto di Hormuz rischia di dare il colpo di grazia alle nostre imprese manifatturiere. Il tempo degli annunci è finito. Pretendiamo che la Regione si assuma le proprie responsabilità, colmando il vuoto politico attuale, e convochi immediatamente le parti per difendere il futuro occupazionale di Magna Olsa e dell'intero ecosistema automotive piemontese».