MONCALIERI - Sta facendo molto discutere, anche politicamente, il progetto per trasformare l’ex Ilte di Moncalieri in uno dei più grandi data center d’Italia. La società che sta progettando l'intervento ha depositato il Piano esecutivo convenzionato, documento che definisce dimensioni e caratteristiche dell’intervento. Sulla vicenda è intervenuta nei giorni scorsi la consigliera regionale di Avs, Valentina Cera.
«Il progetto annunciato nell’area dismessa ex Ilte di Moncalieri, con una potenza prevista di 576 MW, rende ancora più urgente una legge regionale seria e stringente. In Piemonte le richieste di connessione per nuovi data center continuano a crescere e la Regione sta preparando una disciplina specifica - spiega Valentina Cera - Come Alleanza Verdi e Sinistra non siamo contrari alla transizione digitale né allo sviluppo etico, governato e sostenibile delle nuove tecnologie. Ma pretendiamo una cosa non negoziabile: prima di autorizzare infrastrutture di queste dimensioni devono esserci garanzie solide, misurabili e verificabili ex ante. Vogliamo sapere, prima e non dopo: quanta acqua consumeranno; quanta energia richiederanno e quale sarà l’impatto sulla rete; quale rumore produrranno; quali effetti avranno sulla qualità dell’aria, sulla biodiversità e sulla fauna; quali conseguenze potranno esserci per la salute pubblica, per l’innalzamento delle temperature, per la qualità della vita delle comunità che le ospitano».
«Non bastano dichiarazioni di sostenibilità o compensazioni annunciate. Servono parametri pubblici, dati accessibili, soglie precise, monitoraggi indipendenti, controlli verificabili e partecipazione della cittadinanza - conclude la consigliera regionale di Avs - La stessa Regione riconosce la necessità di intervenire sui consumi idrici, sul recupero del calore, sulle rinnovabili e sulla localizzazione degli impianti. Ora questi principi devono diventare norme effettive e tutele esigibili. E soprattutto non possiamo accettare che ogni Comune venga lasciato solo a negoziare con soggetti economici di dimensione globale. Sui territori devono poter decidere i territori, sulla base di informazioni complete e garanzie certe. Non le Big Tech. Per questo continueremo a portare il tema in Consiglio regionale e nei territori, chiedendo la massima trasparenza e la più ampia partecipazione delle cittadine e dei cittadini».

