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CARMAGNOLA - A tre anni dall'avvio dell'iter urbanistico che porterà alla realizzazione del nuovo polo logistico Conad di Carmagnola, il Circolo Legambiente «Il Platano» torna sull'argomento: «Il consumo di suolo agricolo del futuro insediamento non è stato compensato da interventi ambientali efficaci e duraturi. Nel 2023, quando il progetto venne presentato, Legambiente espresse una netta contrarietà alla trasformazione di decine di ettari di terreno agricolo fertile in area logistica, contestando anche il pacchetto di compensazioni ambientali concordato tra il Comune di Carmagnola e il proponente. Già allora avevamo evidenziato come tali interventi fossero palesemente insufficienti».

Le compensazioni previste comprendevano, tra l'altro, piantumazioni lungo Via Chieri, Strada delle Due Province e altre aree comunali, oltre a interventi di riqualificazione ambientale e di incremento della biodiversità con la messa a dimora di numerosi alberi. I sopralluoghi effettuati dal Circolo mostrano che gran parte delle alberature messe a dimora risulta seccata o in condizioni vegetative estremamente compromesse. Le fotografie raccolte documentano filari in cui molti esemplari non presentano più alcun segno di vitalità. Ancora più grave appare l'assenza di adeguate cure colturali successive all'impianto: mancano evidenze di irrigazioni di soccorso, sostituzioni degli esemplari morti e interventi di manutenzione indispensabili nei primi anni di attecchimento. Gli alberi messi a dimora nella lanca di San Michele sono stati invasi dalla vegetazione infestante che li ha coperti e soffocati.

«Questi fatti confermano come le compensazioni ambientali non possano ridursi alla semplice posa di qualche albero per poter essere sbandierate come interventi "verdi". La vera compensazione si misura nel tempo, nella sopravvivenza delle piante e nella capacità di generare benefici ambientali reali. Se gli alberi muoiono dopo pochi anni, il risultato ambientale è sostanzialmente nullo e la collettività non gode di quelli che vengono in gergo tecnico chiamati Servizi Ecosistemici».

Per questo Legambiente chiede la verifica pubblica dello stato di tutte le compensazioni ambientali previste per il polo logistico; la pubblicazione dei dati relativi agli obblighi manutentivi e ai controlli effettuati; la sostituzione degli esemplari morti e il ripristino delle piantumazioni fallite; l'avvio di un monitoraggio trasparente e accessibile ai cittadini; una riflessione seria sul modello di sviluppo che continua a consumare suolo agricolo promettendo compensazioni che, nei fatti, non compensano nulla.

«Le fotografie scattate in questi giorni dimostrano purtroppo che le preoccupazioni espresse da Legambiente nel 2023 erano fondate. Oggi chiediamo che amministrazione comunale e soggetti attuatori si assumano la responsabilità di rendere conto ai cittadini dello stato reale degli interventi realizzati».