RIVALTA - Fratelli d'Italia contro il presunto «pass ideologico» approvato dal Comune. «Da tempo denunciamo il tentativo della sinistra di trasformare i regolamenti comunali in strumenti di selezione ideologica dei cittadini. Un tentativo che, purtroppo, a Rivalta è andato a buon fine. Nel corso di questo mandato amministrativo, infatti, la maggioranza guidata dal Partito Democratico ha tentato per ben tre volte di modificare il Regolamento delle biblioteche, introducendo una disposizione che obbliga tutti coloro che richiedono l'utilizzo di spazi e sale di proprietà comunale a dichiarare preventivamente di attenersi a deliberazioni del Consiglio comunale del 2017 e del 2019, approvate dalla sinistra ormai sette e nove anni fa. Deliberazioni che impegnavano l'Amministrazione a subordinare la concessione di suolo pubblico, spazi e sale comunali alla sottoscrizione di una dichiarazione di adesione ai valori dell'antifascismo e di ripudio del fascismo», segnala il consigliere comunale Massimiliano Rastelli.
«Per ben due volte siamo riusciti a fermare questo provvedimento grazie alla presentazione di centinaia di emendamenti, che hanno costretto la maggioranza a sospendere e rinviare la discussione del regolamento. Al terzo tentativo, tuttavia, il Partito Democratico è riuscito a far approvare quella modifica. Per Fratelli d'Italia tutto questo rappresenta un vero e proprio pass ideologico, un bollino antifascista, imposto ai cittadini come condizione per poter accedere a beni pubblici. Un provvedimento che riteniamo un sopruso e una forzatura illiberale, tanto più singolare se si considera che viene fondato su deliberazioni adottate quasi un decennio fa».
A Rivoli, secondo Fratelli d'Italia, la medesima impostazione sarebbe stata estesa anche alle richieste di occupazione di suolo pubblico. «A Rivalta il nuovo regolamento riguarda oggi gli spazi e le sale comunali, ma le deliberazioni cui esso rinvia fanno espresso riferimento anche all'adeguamento dei regolamenti relativi alla concessione del suolo pubblico. Per questo motivo riteniamo doveroso denunciare una deriva che rischia di estendersi progressivamente anche ad altri ambiti dell'attività amministrativa. «Abbiamo contrastato questo provvedimento fin dal primo giorno perché riteniamo che un Comune non debba chiedere ai cittadini alcuna patente ideologica per poter utilizzare un bene pubblico», dichiara il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Massimiliano Rastelli. «Continueremo quindi a opporci a quella che riteniamo una deriva illiberale», aggiunge.

