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RIVALTA-ORBASSANO - A fine 2025 sono state avviate le procedure per la realizzazione della linea ferroviaria merci Avigliana-Orbassano, una nuova linea che fa parte della tratta nazionale del progetto Tav Torino Lione. I comitati No Tav di Rivalta e Rivoli scendono in campo contro l'opera: «Il progetto definitivo è stato formalmente depositato dalle Ferrovie ma non è pubblico. Sappiamo però alcune cose perché il tracciato e parte delle aree di cantiere erano già state indicate nel progetto preliminare del 2011. Dalle informazioni oggi disponibili si comprende già come la realizzazione della grande opera sia una minaccia esistenziale per il futuro del nostro territorio». I comitati hanno lanciato un primo ritrovo oggi, giovedì 15 gennaio alle ore 21 a Rivalta, nel salone del Mulino in via Balegno per fare il punto della situazione.

Ecco cosa si sa dell'opera secondo quanto pubblicato da notav.info.

Oltre un milione di metri quadrati di devastazione

140 campi da calcio: questa l’estensione dei cantieri tra Rivoli, Rivalta e Orbassano. Aree in cui il progetto di RF prevede scavi a cielo aperto e sversamento di detriti di scavo, oltre a chilometri di piste sterrate per il passaggio dei mezzi di cantiere. Nella quasi totalità si tratta di terreni agricoli oggi coltivati, un patrimonio produttivo e un paesaggio che verrebbero distrutti per sempre. Altri cantieri sono previsti tra Avigliana e Buttigliera Alta, per la demolizione e il rifacimento della stazione esistente e per lo scavo di gallerie sotto la Collina Morenica. Ulteriori cantieri tra Beinasco, Torino e Grugliasco, per il parziale rifacimento dello Scalo ferroviario di Orbassano.

Rumore, polveri e traffico

Tutti i cantieri sono a ridosso di aree densamente popolate: la stazione di Avigliana; Ferriera di Buttigliera Alta; Villarbasse; Borgo Uriola e Tetti Neirotti di Rivoli; gli abitati di Rivalta e Beinasco, le zone Gerbido, Lesna, Pozzo Strada e Pronda tra Grugliasco e Torino. La popolazione rischia di essere esposta a rilevanti emissioni di rumore, polveri e ossidi di azoto causate dagli scavi, dai cumuli di terra e detriti e dalla loro lavorazione con i mezzi di cantiere. Inoltre è già possibile calcolare il volume colossale da spostare con migliaia di camion che si riverseranno sulle strade locali complicando ulteriormente gli spostamenti quotidiani. Di questo parleremo ancora domani.