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MIRAFIORI - «Dopo la lunga pausa estiva e appena una settimana di produzione annunciata a pieno ritmo, Mirafiori torna già a fermarsi. Le fermate produttive del 2, 3 e 4 settembre, alle quali si aggiungono quelle previste per il 7 e l’8 settembre, sono l’ennesimo segnale di una situazione che non può più essere raccontata attraverso proclami e rassicurazioni Al primo consiglio regionale utile presenterò un’interrogazione urgente per chiedere alla giunta Cirio di uscire dall’inerzia». Lo dichiara Valentina Cera, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, tornando sulla crisi dell’automotive piemontese e dello stabilimento Stellantis di Mirafiori.

«L’azienda attribuisce queste nuove fermate alla mancata fornitura di motori da parte di Teksid. Ma proprio sulla situazione di Teksid abbiamo già richiamato l’attenzione: lavoratrici e lavoratori sono in stato di agitazione e denunciano condizioni di lavoro sempre più difficili, mentre pesano la carenza di investimenti per il rinnovo dei macchinari e gravi criticità organizzative. Anche se la causa fosse realmente la mancata fornitura, Stellantis non potrebbe chiamarsi fuori: è il risultato di anni di mancati investimenti e progressiva dismissione della filiera sul nostro territorio». Per Cera, però, occorre fare chiarezza anche sulle reali ragioni dei nuovi stop produttivi.

«I dati di vendita dell’unico modello oggi prodotto a Mirafiori sono molto inferiori alle aspettative. È quindi legittimo chiedersi se dietro queste fermate non ci sia soprattutto una domanda insufficiente, anziché soltanto un problema di forniture. In entrambi i casi il nodo politico rimane lo stesso: affidare il futuro di Mirafiori a un solo modello non è sufficiente né per garantire l’occupazione nello stabilimento né per rimettere in moto tutto l’indotto piemontese». Una situazione che riaccende anche la preoccupazione per il ricorso agli ammortizzatori sociali.

«Dopo la Zes piemontese, annunciata e ormai tramontata, e dopo le cosiddette aree di accelerazione industriale, che per ora restano una prospettiva futura, chiediamo alla Giunta Cirio quando intenda finalmente passare dagli annunci a una vera politica industriale per l’automotive piemontese. Non possiamo aspettare strumenti che forse produrranno effetti tra mesi o anni mentre oggi le linee si fermano e l’occupazione continua a essere messa in discussione. La Regione deve richiamare Stellantis alle proprie responsabilità e pretendere un impegno industriale preciso per Torino e il Piemonte. Significa riportare produzioni nel nostro Paese, assegnare nuovi modelli a Mirafiori, investire in una nuova linea produttiva e tornare a puntare seriamente su ricerca, sviluppo e innovazione in Piemonte. Servono volumi produttivi, investimenti e occupazione stabile. Non l’ennesima promessa. Mirafiori non può vivere di una settimana di produzione tra una fermata e l’altra. Torino ha ancora competenze, lavoratori e una filiera straordinaria: ciò che manca è una politica industriale capace di difenderli e rilanciarli” concludono le due Consigliere rossoverdi.