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ORBASSANO - L'altro giorno si è tenuta la prima riunione plenaria del Dipartimento Oncologico Interaziendale tra l'Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano e l'AslTo3, alla presenza dei Collegi di Direzione di entrambe le aziende e dei due Direttori Generali, Davide Minniti (San Luigi Gonzaga) e Giovanni La Valle (Asl To3). Alla guida del nuovo Dipartimento la Prof.ssa Silvia Novello, direttore dell’Oncologia del San Luigi Gonzaga, professoressa di Oncologia Medica dell'Università degli Studi di Torino, tra le maggiori esperte internazionali di oncologia toracica. Un'unica grande rete che supera ogni frammentazione per dare vita alla realtà oncologica territoriale più grande del Piemonte dopo Torino, integrando ospedale, territorio, didattica e ricerca universitaria.

I NUMERI E GLI OBIETTIVI

Con oltre 30.850 nuove diagnosi di tumore stimate ogni anno in Piemonte (dati CPO Piemonte / Registro Tumori), la nascita del Dipartimento risponde all'esigenza di una presa in carico a 360 gradi. Il nuovo assetto unisce prevenzione, diagnosi, cura, ricerca avanzata e formazione universitaria per ridurre i tempi d'attesa e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

LE DICHIARAZIONI

Davide Minniti (Direttore Generale AOU San Luigi Gonzaga): «La parola d'ordine di questa svolta è una sola: concretezza. Stiamo mettendo a sistema le nostre eccellenze per offrire percorsi lineari e più fluidi, garantendo una risposta migliore e più rapida ai bisogni di salute dei cittadini. Superiamo logiche di competizione per costruire un'alleanza forte al servizio della comunità».

Giovanni La Valle (Direttore Generale Asl To3): «Il nostro grande obiettivo è dare un nuovo e solido punto di riferimento per l'oncologia fuori Torino, un servizio di un'area geografica vastissima e complessa. Questa forte sinergia tra San Luigi e AslTo3 ci permetterà di avvicinare le cure ai cittadini, garantendo la stessa altissima qualità dell'assistenza su tutto il territorio».

Prof.ssa Silvia Novello (Direttore del Dipartimento Oncologico Interaziendale): «Iniziamo subito con un lavoro di assoluta concretezza. Il primo passo fondamentale sarà una dettagliata mappatura del territorio per analizzare i reali bisogni di salute dei cittadini, migliorare i flussi di accesso, lavorare concretamente sulle liste d'attesa e far conoscere sempre più i servizi. Vogliamo che il paziente non percepisca più alcun confine tra ospedale e territorio, accompagnandolo dalla prevenzione alle terapie con un approccio unico, umano e personalizzato».