"La vendita del 17% delle quote di Trm ancora in possesso del Comune di Torino non avrà nessun effetto sulla vigilanza pubblica che garantisce la corretta conduzione del termovalorizzatore. Non si fermeranno i monitoraggi sull'ambiente e sulla salute dei cittadini". È quanto dichiara Barbara Azzarà, consigliera delegata all'ambiente della Città metropolitana e presidente del Comitato locale di controllo sul termovalorizzatore del Gerbido.
 
"La vigilanza sulla salute dei residenti e sulla qualità ambientale dell'area di ricaduta è sancita dal protocollo di avviamento dell'impianto e non cessa con il passaggio del 17% di quote della società di gestione dal Comune ai privati. Non era avvenuto nel 2012 quando Trm divenne società a maggioranza privata con la cessione da parte della giunta Fassino dell'80% delle quote di Trm a Iren e al fondo A2i, e non capiterà adesso che verrebbe ceduta una ulteriore quota pubblica del tutto residuale".
 
Non cambia nemmeno l'impegno di Trm a finanziare lo studio Spott, il biomonitoraggio sanitario recentemente riprogettato per altri cinque anni con una spesa di oltre un milione e 600mila euro. Stessa continuità per le compensazioni ambientali che sono previste dalla legge e fanno parte di un protocollo tra Trm e i Comuni. L'ulteriore aumento delle quote di Trm in mano privata non cancella neppure le funzioni del Comitato composto dalla Città metropolitana e dai sindaci della zona di ricaduta.
 
Il Comitato locale di controllo è stato previsto con l'approvazione della costruzione del termovalorizzatoee del Gerbido nel 2005 ed è nato nel 2006 come organismo di supervisione sulla gestione dell'impianto a tutela dei cittadini: la sua esistenza non è vincolata alla maggioranza pubblica o privata delle azioni di Trm. 

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