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MONCALIERI - Una mamma in lotta per non perdere la casa. La donna vive con due figli a carico: il più grande ha 33 anni ed è affetto da una grave disabilità. La figlia, invece, ha sedici anni e frequenta la scuola. E' una vicenda annosa che coinvolge i comuni di Moncalieri e, in parte, la città di Torino.

Dal dicembre 2024 la donna vive con i figli in una stanza di 22 metri quadrati in zona Vanchiglia, a Torino, nell’ambito di un progetto di emergenza abitativa gestito dai servizi sociali del Comune di Moncalieri. Proprio per badare ai suoi ragazzi, la 57enne, che lavora come collaboratrice scolastica, ha dovuto chiedere una riduzione dell’orario lavorativo. Da qui, i problemi, con uno stipendio più piccolo, a far fronte alle bollette, al caro vita e all’affitto. Il suo reddito è di circa 600 euro netti al mese, integrato dall’assegno di invalidità e dall’assegno unico.

A preoccupare seriamente la mamma in difficoltà è stata una lettera inviata il 6 marzo (e arrivata 11 giorni dopo) in cui si annunciava la fine del sostegno economico sociale per la casa. Si è rivolta ai servizi sociali torinesi, dove è domiciliata, senza ottenere risposte risolutive. Nel tentativo di trovare aiuto, ha scritto a diverse istituzioni: dalla Prefettura alla Presidenza della Repubblica, fino alla Regione, all’Atc e ad alcune realtà del terzo settore.

Dal Comune di Moncalieri, però, arriva una versione diversa. L’assessora alle politiche sociali Silvia Di Crescenzo ha rassicurato la signora, ricordando che è seguita dai servizi sociali del Comune dal 2024. Di Crescenzo ha ribadito che la donna non resterà senza una casa e che continuerà a contribuire solo in minima parte ai costi, fino all’individuazione di una soluzione adeguata.