NICHELINO - Due anni e tre mesi di carcere. E' la sentenza di primo grado, che è stata pronunciata oggi, lunedì 2 febbraio 2026, al termine del processo per maltrattamenti in famiglia e lesioni all’ex fidanzata a carico di un campione di karate nichelinese.
Il giudice, Agostino Pasquariello, ha quindi accolto in toto la richiesta formulata dalla sostituta procuratrice Barbara Badellino, che aveva chiesto la condanna dello sportivo, che in passato ha anche conquistato sul tatami una medaglia ai mondiali in Giappone. I fatti contestati all’atleta risalgono al 21 marzo del 2024. Quel giorno i carabinieri intervengono a casa del karateka, trovando l'ex fidanzata in strada insieme a due amiche. La ragazza spiega ai militari dell’Arma di essere stata colpita e spinta a terra dal fidanzato, dopo una lite. La nichelinese sporge denuncia, dopo essere stata in ospedale, dove le viene riscontrato, oltre ad alcune escoriazioni, un trauma cranico lieve e una distorsione cervicale. Il karateka viene arrestato in flagranza di reato, ma nei giorni successivi torna in libertà.
Lo sportivo, attraverso il suo avvocato, aveva chiesto l'assoluzione e aveva negato ogni addebito denunciando a sua volta l’ex compagna per diffamazione.

