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PIOSSASCO - Condizioni di lavoro stressanti, con turni massacranti, senza pause e due licenziamenti contestati. E' la denuncia fatta dal sindacato Cisal Piemonte in merito alla gestione del personale all'interno della Croce Rossa di Piossasco.

«Non resteremo in silenzio» attaccano dalla segreteria regionale di Cisal: «Con profondo rammarico e crescente preoccupazione, ci vediamo costretti a denunciare pubblicamente quanto accade all’interno del Comitato della Croce Rossa Italiana di Piossasco in merito ai metodi di gestione del personale, che paiono rifarsi a logiche autoritarie e superate, più vicine a modelli padronali del Settecento che a quelli di un'organizzazione umanitaria del 2026. È doveroso ricordare che le persone impiegate presso la Croce Rossa svolgono un lavoro di pubblico servizio essenziale, non solo dal punto di vista operativo ma anche umano: sono coloro che accorrono in nostro aiuto nei momenti più critici, spesso salvando vite. È quindi inaccettabile che queste stesse persone operino in condizioni di lavoro altamente stressanti, con turni massacranti, spesso privi delle necessarie pause per il recupero psicofisico».

I fatti recenti parlano chiaro per Cisal Piemonte: «Poco prima del Natale 2025, due dipendenti, tra cui una donna di 60 anni, sono state licenziate senza che vi fossero motivazioni oggettive sufficienti a giustificare un provvedimento tanto estremo. Le modalità con cui sono stati gestiti i procedimenti disciplinari sono allarmanti: si evidenzia una grave inosservanza delle normative vigenti, unita a una spietatezza e a un'insensibilità che riteniamo indegne di un’istituzione che fa della solidarietà il proprio principio fondante. Il metodo adottato, colpire uno per ammonire cento, lascia intravedere un clima di paura e intimidazione, incompatibile con i valori della Croce Rossa. La sequenza dei provvedimenti, che ha visto prima un licenziamento, poi il suo ritiro, e infine un nuovo licenziamento, rafforza la percezione di una gestione approssimativa, vessatoria e ingiustificabile. Annunciamo fin da ora che impugneremo con determinazione tali provvedimenti in tutte le sedi competenti, a tutela non solo delle persone coinvolte, ma anche della dignità del lavoro e del rispetto delle regole».

«Inoltre, non possiamo esimerci dal sollevare un interrogativo inquietante: se chi ci soccorre è sottoposto a condizioni lavorative tanto logoranti, possiamo davvero sentirci al sicuro? Possiamo davvero confidare nella piena lucidità psicofisica di chi guida un'ambulanza o interviene in situazioni di emergenza? - concludono dal sindacato - Queste non sono solo domande retoriche: sono interrogativi reali, che devono essere affrontati con urgenza. Ai vertici del comitato Croce Rossa di Piossasco chiediamo una risposta immediata e un cambio radicale di rotta. Alla cittadinanza, chiediamo attenzione e solidarietà verso chi lavora per il bene comune, spesso nell’ombra e nel silenzio, ma oggi anche nella sofferenza».