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RIVALTA - Il primo cittadino di Rivalta, Sergio Muro, interviene sulla polemica, soprattutto politica, per un murale comparso a fine ottobre 2026 nel parco del Sangone, che raffigurava un personaggio con la testa a forma di zucca intento a urinare verso un crocifisso. Una rappresentazione criticata e giudicata blasfema.

«C'è mancato poco che mi “mettessero la bomboletta in mano” - replica il sindaco di Rivalta - Ho aspettato che passassero questi due giorni perché entrare in questa inutile e pretestuosa polemica nei giorni in cui moltissimi rivaltesi, come me, erano impegnati a ricordare i loro cari mi sembrava inopportuno e indelicato. Probabilmente nella notte tra giovedì e venerdì alcuni writers hanno realizzato un murale a tema Halloween lungo la recinzione di una ditta nei pressi del Parco del Sangone. Il murale tra i vari soggetti (zucche, bare e croci) vedeva anche raffigurato un ominide con la testa di zucca che urinava su una croce. La mattina di venerdì, prima che i post dei due consiglieri cominciassero ad invadere l’etere, quella parte veniva cancellata, su mia richiesta, dagli operai del Comune. L’abbiamo fatto perché abbiamo ritenuto offensivo quel gesto sfregiante ed irrispettoso. Una reazione nella quale avrei sperato sarebbe stata di ringraziamento per aver tempestivamente oscurato quel pezzo di murale, avendolo lasciato esposto per pochissimo tempo. Onestamente me ne sarei aspettata anche una di segno opposto: “l’arte non si discute, la dissacrazione fa pare della libertà d’espressione degli artisti, ecc”. Ma la realtà, si sa, supera sempre l’immaginazione».

Sergio Muro fa chiarezza anche sulla «paternità» dell'opera: «Ecco qui sta il nodo delle accuse che vengono rivolte al sindaco. “Chi ha autorizzato il bozzetto? Chi ha concesso l’utilizzo dello spazio? Magari il Comune ha pure pagato il writer!” La risposta è banale e per due consiglieri esperti che hanno accesso a tutti gli atti che il Comune produce è di facile reperimento. Ma a quel punto il giochino si sarebbe smontato e non sarebbe neppure partito. Il Comune non ha autorizzato nulla, non vi è alcuna convenzione attiva con il Museo di Arte Urbana o con altri soggetti. Semplicemente a Rivalta, come in tutti i Comuni, ci sono muri sui quali i writers si divertono ad esprimere la loro creatività o il loro pessimo gusto. Fine del film. Chissà se domani i due consiglieri scriveranno che il Comune non c’entra, ritireranno le interrogazioni e scriveranno un post dicendo che bene ha fatto il sindaco a rimuovere tempestivamente una parte del murales».

«Sono rimasto francamente colpito dalla violenza di alcuni commenti che mi hanno fatto leggere sotto i post dei due consiglieri: si è preso per buono quello che i due hanno scritto e si sono tratte subito le conseguenze accusando Sindaco e Comune di essere i mandanti, se non addirittura gli autori, del disegno. Peggio ancora quelli che inneggiavano a realizzare murales oltraggiosi dei simboli di altre religioni, in particolare di quella musulmana, dando così per scontato che il writer fosse seguace di Allah e che quindi andasse compiuta una vendetta - aggiunge il sindaco - per fortuna ci sono stati anche commenti che hanno cercato di riportare l’accaduto dentro i fatti, di non arrivare a conclusioni affrettate. Quello che più mi ha colpito è di una rivaltese che conosco che ha scritto, rivolgendosi agli autori della polemica e a chi la incoraggia: “questo murales mi fa orrore poiché io sono fermamente Cristiana. Però ho il sospetto che per la maggior parte di voi, che usate il post per attaccare il sindaco, altro non sia che due pezzi di legno”. Il prossimo anno si vota e ogni pretesto (lo state vedendo anche su altri temi), è buono per alzare una polemica politica infinita: dividere i rivaltesi in buoni e cattivi, ergersi a paladini ora di questi ora di quelli, gridare e urlare quanto sono brutti e cattivi quelli che governano e quanto sarebbe bella Rivalta con un altro Sindaco. Vi faccio una promessa: non mi metterò al loro livello, non farò girare la “macchina del fango”, non insinuerò responsabilità non provate. Questo non vuol dire stare in silenzio. Risponderò punto su punto, ogni volta, magari con post un po' più lunghi di quello che i social consigliano. Credo sia meglio così, che la realtà sia complessa e vada spiegata bene e che i rivaltesi hanno voglia di approfondire e capire e non fermarsi agli slogan e ai titoli».