TORINO SUD - Il Report 21 presenta gli ultimi risultati del programma di biomonitoraggio, realizzato nel 2024, riguardante i livelli di bioaccumulo di inquinanti organici a 11 anni dall’avvio dell’impianto di termovalorizzazione del Gerbido di Torino. Gli inquinanti organici oggetto di questo report, come nei precedenti biomonitoraggi, sono stati determinati su un sottogruppo di 52 residenti. Lo studio ha messo a confronto i risultati delle ultime analisi eseguite (11 anni dopo l’avvio dell’impianto), con i risultati delle analisi precedenti, eseguite prima dell’avvio dell’impianto e dopo 3 anni dall’avvio.
L’obiettivo specifico è quello di verificare se vi siano state variazioni significative delle concentrazioni di queste sostanze nel tempo, confrontando in particolare sia le differenze tra le due aree di esposizione sia le discrepanze dei due gruppi con i rispettivi risultati dei prelievi precedenti. Il confronto tra i due gruppi di popolazione evidenzia che non ci sono differenze statisticamente significative tra residenti nell’Asl To3 e residenti nell’Asl Città di Torino per tutti i composti organici considerati.
Al fine di garantire un confronto efficace e corretto delle analisi, sono stati coinvolti nel programma gli stessi residenti coinvolti nei biomonitoraggi precedenti. Con il passare degli anni si sono ridotti di numero: 111 nell’Asl To3 (nell’area di ricaduta prevalente delle emissioni), 88 nell’Asl Città di Torino (fuori dall’area di ricaduta) e 9 allevatori (di aziende nei pressi dell’impianto). Pur considerando la perdita rispetto all’adesione a inizio studio, i due gruppi di residenti continuano a risultare bilanciati per sesso e per età media. Lo studio ha adottato una metodologia approvata e validata dal Comitato Tecnico Scientifico di controllo del programma di sorveglianza e dal Comitato etico dell’Asl Città di Torino.
Tra giugno e settembre 2024, sono stati eseguiti prelievi di urine e sangue per la ricerca di metalli, policlorobifenili (PCB), diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici (OH-IPA). È inoltre stata eseguita un’analisi dei comuni parametri ematochimici di base, di una selezione di test ormonali, della misurazione della pressione arteriosa e della funzionalità respiratoria, analisi utili ad un inquadramento dello stato di salute generale. Tutti i partecipanti allo studio sono stati intervistati per raccogliere dati sulle abitudini alimentari e voluttuarie, informazioni utili per l’interpretazione dei risultati e sulla percezione dei rischi ambientali.
Gli inquinanti organici oggetto di questo report, come nei precedenti biomonitoraggi, sono stati determinati su un sottogruppo di 52 residenti (26 nel territorio dell’ASL TO3 e 26 nel territorio dell’ASL Città di Torino). Lo studio ha messo a confronto i risultati delle ultime analisi eseguite (11 anni dopo l’avvio dell’impianto), con i risultati delle analisi precedenti, eseguite prima dell’avvio dell’impianto e dopo 3 anni dall’avvio.
L’obiettivo specifico è dunque quello di verificare se vi siano state variazioni significative delle concentrazioni di queste sostanze nel tempo, confrontando in particolare sia le differenze tra le due aree di esposizione sia le discrepanze dei due gruppi con i rispettivi risultati dei prelievi precedenti. Il confronto tra i due gruppi di popolazione evidenzia che non ci sono differenze statisticamente significative tra residenti nell’Asl To3 e residenti nell’Asl Città di Torino per tutti i composti organici considerati.
Dalle analisi delle concentrazioni delle sostanze considerate in questo studio emerge un dato rassicurante: nel tempo si è osservata, infatti, una tendenza in diminuzione significativa delle concentrazioni di PCDD, PCDF e PCB nel 2024 per entrambe le aree di esposizione rispetto alle concentrazioni misurate prima dell’avvio dell’impianto (2013) e a tre anni dall’avvio dell’impianto (2016).
Cristiana Ivaldi, responsabile della Struttura Semplice di Epidemiologia Ambientale di Arpa Piemonte, coordinatrice dello studio, sottolinea che «i risultati delle analisi sulla popolazione di esposti e sul campione di controllo rispetto alla presenza di PCDD, PCDF e PCB non hanno evidenziato valori anomali, ma anzi si riconferma anche in quest’ultima campagna di monitoraggio il trend in diminuzione per le sostanze in esame, e questo rappresenta un dato importante e rassicurante e al contempo riconferma l’importanza di mantenere alta l’attenzione sull’impianto e proseguire con le attività di monitoraggio anche per il futuro, al fine di cogliere tempestivamente qualsiasi alterazione dei parametri in studio».

