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CARIGNANO - Si avvicina la data del 1 maggio 2026, quando gli ispettori dovranno certificare l’operatività delle 81 Case della comunità piemontesi finanziate dal Pnrr e intanto i nodi vengono al pettine per quanto riguarda le 10 Case della comunità extra Pnrr, finanziate con fondi statali e regionali. Le Case della comunità che il Piemonte aveva stabilito essere necessarie per il proprio territorio erano 91, ma con i fondi messi a disposizione del Pnrr se ne stanno realizzando solo 81.

Per le 10 finanziate extra, i fondi sono stati messi a disposizione delle Asl solo parzialmente. Per la casa di comunità di Carignano, ad esempio, i fondi non sono ancora stati trasferiti alle Asl di competenza. Per ognuna erano previsti 3.040.000 euro di fondi statali e 160.000 euro di fondi regionali. «Ora però è tutto fermo. L’Accordo di Programma Stato-Regione ex articolo 20 della Legge 67/1988 non è ancora stato siglato e quindi i fondi non sono stati trasferiti alle Asl - denuncia Monica Canalis, consigliere regionale del Pd - nel 2022, quando la Giunta Cirio aveva redatto l’elenco delle opere Pnrr, avevamo denunciato il rischio di penalizzare i territori in cui le Case della comunità erano finanziate con altre fonti di finanziamento. Ora i nostri timori trovano conferma».

A queste criticità edilizie, si aggiunge la mancanza di un piano sul personale. Infatti non c’è ancora un accordo con i Medici di medicina generale, che disciplini ruoli, modalità operative, impegni orari e riconoscimenti professionali ed economici, né sono state predisposte assunzioni di infermieri, assistenti sociali e operatori socio sanitari, con l’evidente rischio di un ricorso a personale privato o a medici “gettonisti”. «Il ritardo o, peggio, la mancata realizzazione di tutte le Case della Comunità extra Pnrr costituirebbe una gravissima perdita ai danni dei cittadini più fragili e una vera presa in giro verso i territori che avevano accettato una fonte di finanziamento diversa dal Pnrr».