CARMAGNOLA - Dai Comuni arriva un nuovo impulso al progetto di studio e riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale promosso dal GIC - Gruppo Imprese Chieresi, con l’obiettivo di raccogliere “dal basso” le reali esigenze di mobilità di cittadini, lavoratori, studenti e pendolari che si muovono per lavoro, studio e sanità, e costruire - a parità di risorse - un sistema di TPL più efficiente ed efficace.
Su stimolo del Comune di Castelnuovo Don Bosco, grazie all’iniziativa del sindaco Umberto Musso, e seguendo l’esempio di Villanova d’Asti, primo Comune ad aver formalmente aderito e stanziato formalmente la propria quota di adesione al progetto, una dozzina di Amministrazioni del nord Astigiano e della collina Chierese hanno deciso di affrontare un percorso condiviso. «L’obiettivo dello studio è semplice ma ambizioso: capire come oggi si muovono davvero le persone-ha spiegato Dario Kafaie, presidente del GIC- Non chiediamo più risorse, ma un TPL ridisegnato sulle reali esigenze della popolazione. Se la mobilità non è comoda e funzionale, le persone non vengono a lavorare sul territorio, i giovani se ne vanno, le imprese fanno fatica a restare o a crescere. È un circolo vizioso che possiamo spezzare solo con una visione condivisa».
Il valore scientifico del progetto è affidato al coordinamento della professoressa Cristina Pronello, docente di Ingegneria dei Trasporti al Politecnico di Torino ed esperta internazionale di mobilità. «Non si tratta di una spesa, ma di un investimento - spiega - Non si possono pianificare i trasporti “a naso”: senza dati si producono servizi vuoti e si sprecano risorse pubbliche. Per questo abbiamo previsto una prima fase di raccolta e l’analisi, per poi arrivare a una propostsa concreta di riorganizzazione della rete del TPL. Il tutto è modulabile in base al numero di Comuni aderenti, anche se ovviamente più il perimetro è ampio, più il quadro che ne emergerà potrà essere efficace».
Kafaie ha anche fatto emergere il rammarico per la mancata adesione del Comune di Chieri, epicentro naturale dei flussi di pendolarismo dell’area. «Dopo un anno di attesa, è finalmente arrivata una risposta che, nostro malgrado, è stata negativa». Il Gruppo Imprese Chieresi ha inoltre ribadito la volontà di fare la propria parte, valutando anche la creazione di un fondo dedicato per sostenere una quota del progetto, sgravando soprattutto i piccoli Comuni, e di continuare a unire istituzioni e imprese attorno a una visione condivisa.

