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MIRAFIORI - L'annuncio dei tre giorni di stop produttivo alle carrozzerie di Mirafiori previsti per il 2, 3 e 4 settembre, comunicato dall'azienda a causa della mancanza di componenti per i motori ibridi, sta facendo molto discutere anche a livello politico. La fermata interesserà esclusivamente la linea 500. Resteranno operativi i piazzali di Drosso e Rivalta, il reparto R-G Premium e Special Vehicle.

«Dopo gli annunci di fine agosto, non fa in tempo ad arrivare settembre che la produzione si ferma di nuovo -dichiarano da Avs la capogruppo in consiglio regionale Alice Ravinale e la consigliera regionale Valentina Cera - Chiediamo da due anni alla giunta Cirio di prendere sul serio la situazione, di richiamare Stellantis alle sue responsabilità e invece assistiamo solo ad annunci: prima la Zes, già tramontata, ora la fantomatica accelerazione industriale. Intanto Mirafiori produce a singhiozzo un unico modello, la 500 ibrida, che non vende e non c’è nemmeno l’ombra all’orizzonte di misure reali di politica industriale per l’automotive in Piemonte. Assessore Marrone, bisogna chiedere a Stellantis di riportare qui la produzione, di investire in una nuova linea, in nuovi modelli, in ricerca e sviluppo altrimenti Mirafiori arranca, i lavoratori restano con gli stipendi decurtati e l’indotto si spegne». «La città sta pagando un prezzo troppo alto per il disinvestimento di Stellantis e per l'incapacità, da parte della direzione, di programmare. Questo è l'esito dei mancati investimenti sulla produzione e sulla transizione ecologica: dopo le ferie forzate, già da oggi, primo settembre, ricominciano i fermi produttivi per via della mancanza di componenti dei motori. Mirafiori merita di più, lo diciamo insistentemente e continueremo: Torino non può rimanere in balia delle scelte scellerate dei dirigenti di Stellantis» aggiunge il consigliere comunale di Avs-Sinistra Ecologista, Emanuele Busconi.

«Le nuove fermate annunciate a Mirafiori destano inevitabilmente preoccupazione e lasciano aperti interrogativi che meritano risposte chiare. Dopo anni segnati da sospensioni della produzione e cassa integrazione legate alla carenza di ordini, oggi apprendiamo che lo stabilimento dovrà fermarsi perché la domanda di vetture ibride avrebbe superato le previsioni e la disponibilità di componenti non sarebbe sufficiente - dichiara Paola Ambrogio, senatore di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama - Un paradosso che evidenzia ancora una volta la necessità di una programmazione industriale più solida e capace di accompagnare la ripresa della domanda. Se gli ordini ci sono, occorre mettere Mirafiori nelle condizioni di produrre, garantendo continuità e prospettive certe. Torino e il Piemonte rappresentano da sempre uno dei cuori dell'automotive italiano e meritano rispetto, investimenti e strategie di lungo periodo. Parliamo del futuro di migliaia di lavoratori, famiglie e imprese dell'indotto: un patrimonio industriale e sociale che non può essere esposto a continue incertezze».

«Quanto sta accadendo è la conferma di quanto da noi espresso: il Piemonte e Torino non possono vivere di questa scarsa attenzione di Stellantis che continua a non pensare a una strategia di medio termine sui nostri impianti produttivi, costringendo lavoratrici e lavoratori a un'incertezza inaccettabile - commenta Gianna Pentenero, presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale del Piemonte, in merito all'annuncio dei tre giorni di stop produttivo alle carrozzerie di Mirafiori previsti per il 2, 3 e 4 settembre, comunicato dall'azienda a causa della mancanza di componenti per i motori ibridi - Appena una settimana di lavoro dopo quattro settimane di ferie forzate e siamo già punto e a capo - prosegue Pentenero -, con fermi produttivi che colpiscono la linea della 500 e incidono sulla professionalità dei dipendenti e delle dipendenti. Parlare di problemi legati esclusivamente alla componentistica e ai motori rischia di diventare una situazione per mascherare una mancanza di visione industriale complessiva e una sovrastima della tenuta commerciale che oggi mostra tutta la sua fragilità». La capogruppo Dem aggiunge: «A Torino e in Piemonte servono certezze sugli investimenti, la definizione di nuovi modelli da allocare stabilmente a Mirafiori e una prospettiva industriale seria che rilanci l'intero comparto dell'automotive. Le istituzioni regionali e nazionali non possono restare a guardare mentre il futuro industriale del nostro territorio diventa sempre più fragile. Chiediamo con forza che tutti si assumano fino in fondo le proprie responsabilità sociali e industriali verso i lavoratori e la nostra comunità».

L'onorevole Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte, puntualizza: «Non è la prima volta e neppure sarà l’ultima. È una dirigenza che naviga senza bussola. Come è concepibile un fermo di 3 giorni dopo 4 settimane di fermo ad agosto ed appena una settimana lavorativa dalla ripresa? È un segnale di viltà verso i lavoratori, la viltà di chi non ha il coraggio di riconoscere che ha gettato la spugna e pensa con la testa altrove, in Francia o in Spagna. I lavoratori e Torino non meritano tanto disprezzo. Il marchio che ha generato Stellantis, dico la Fiat, ha ricevuto molto dalla Regione Piemonte e dallo Stato italiano: molto più del poco che ora stanno controvoglia lasciando sul territorio».