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PIOBESI - Si è conclusa con un grande successo la seconda edizione del campo di Protezione civile «Anch'io sono la Protezione Civile», che ha animato Piobesi dal 25 al 29 luglio 2026. Ben 35 ragazzi e ragazze – di cui 24 residenti stabilmente al campo e 11 giovani volontari – hanno vissuto giornate intense affrontate con grandissimo impegno, attenzione e tantissimo divertimento. Un percorso di crescita per imparare da vicino come funziona il sistema comunale e nazionale della protezione civile.

«Il nostro più grande grazie va al gruppo Comunale di Protezione Civile di Piobesi: per l'infaticabile impegno e la perfetta gestione del campo, alle Forze dell'ordine e di soccorso: i carabinieri della stazione di Carignano, la Polizia locale, i vigili del fuoco di Vinovo, la Croce Verde di Vinovo e le Mele Verdi, e la Croce Rossa di Vigone - commentano dal Comune - Ringraziamo gli esperti e i formatori: Luca per il Soccorso Alpino; alle educatrici Stefania e Giulia per il prezioso pomeriggio dedicato alla Lingua dei Segni (LIS) e alla Comunicazione Alternativa e Aumentativa (CAA); la veterinaria Elena insieme al Gruppo Cinofilo di Protezione Civile di Carignano. Un ringraziamento a il gruppo civico Piobesi Verde e i comunicatori "Io Non Rischio" del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Piobesi. Grazie al coordinatore Michele e al sindaco Fiorenzo, per le lezioni fondamentali e obbligatorie trasmesse ai ragazzi».

L'elenco dei doverosi ringraziamenti comprende anche: «I partner logistici ed economici: la Pro Loco Piobesi, e all’ I.P.R.G per aver organizzato un servizio mensa graditissimo da tutti, e la banca BTM per la fondamentale sponsorizzazione. Il supporto educativo: Francesco, per la sua professionalità nell'accompagnare i ragazzi in questa esperienza - concludono dall'amministrazione comunale - Un ringraziamento speciale va a tutte le famiglie che hanno creduto, anche quest'anno, nel valore di questo progetto. Infine, il più grande va proprio a loro, i nostri ragazzi e ragazze: per l'entusiasmo travolgente, per essersi messi in gioco (e anche in studio) e per aver dimostrato una straordinaria voglia di imparare cose nuove. Siete il futuro della nostra comunità».