VINOVO - Tira dritto la sindaca di Vinovo, Maria Grazia Midollini. Dopo il passaggio all'opposizione dei consiglieri Riccardo Gangi e Simone Camandona, le dimissioni dell'assessore Chiara Vittone, e la revoca delle deleghe all'assessore Gianfranco Guerrini, la prima cittadina conferma, nonostante i numeri risicati, la volontà di proseguire nel suo mandato amministrativo.
«L'Amministrazione andrà avanti con chi ha dimostrato coerenza e rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini, con chi in questi due anni ha dimostrato di lavorare per l'interesse di Vinovo, anteponendo questo interesse a valutazioni di opportunità personale - spiega la sindaca di Vinovo, Maria Grazia Midollini - Non si tratta di un tentativo di sopravvivenza politica, ma della volontà di proseguire il mandato con chi condivide e può arricchire il nostro progetto elettorale, perché mi sono impegnata con convinzione e con forza a lavorare per il mio paese e continuerò a farlo».
La prima cittadina evidenzia le ragioni che l'hanno portata alla revoca delle deleghe di Guerrini, seguite quasi contestualmente dalle sue dimissioni: «Il provvedimento è stato adottato per il venir meno del rapporto fiduciario che deve legare il sindaco a ciascun membro della propria giunta. Un rapporto, quello con l’assessore, che si è progressivamente deteriorato per la carenza di una costante e fattiva collaborazione, per la mancata condivisione del metodo di lavoro collegiale, per il distacco dall'indirizzo politico dell'Amministrazione e per una presenza discontinua. Si tratta di una decisione che ho assunto con rammarico sul piano personale, ma con piena consapevolezza sul piano istituzionale, al fine di garantire la necessaria funzionalità all’organo esecutivo e alla maggioranza di governo. Il passaggio di due consiglieri di maggioranza nei banchi dell’opposizione aveva già evidenziato, durante l’ultimo Consiglio, una situazione di tensione interna che andava avanti da troppo tempo e che era diventata insostenibile e ingiustificata per chi vuole lavorare per il paese e per chi, come me, ha sempre dato ai giovani ampio spazio, strumenti per operare e realizzare i propri punti programmatici. Vinovo ha bisogno di stabilità, di fatti concreti e di persone che ci credono».

