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VINOVO - Colpo di scena in consiglio comunale a Vino. La sindaca, Maria Grazia Midollini ha ritirato le sue dimissioni. Il passo indietro era stato ufficializzato lo scorso 19 settembre 2026. A quarantotto ore dal diventare esecutive, il borgomastro di Vinovo ha spiazzato tutti, decidendo di «tirare dritto» e di restare alla guida del comune. Una decisione presa perché la sindaca non ritiene: «esaurito il mandato conferitomi dai cittadini, intendo portarlo a termine con senso di responsabilità, condivisione e trasparenza, dando piena disponibilità al confronto in Consiglio comunale. Midollini è pronta a valutare nuove soluzione alla crisi di governo.

«Come molti avranno appreso, la sindaca Maria Grazia Midollini ha ritirato le dimissioni a poche ore dalla loro efficacia. Un colpo di scena che riapre una partita tutt'altro che chiusa - commentano da Fratelli d'Italia di Vinovo - Nell'articolo allegato si richiama il rispetto del voto dei cittadini. Peccato che, in tutta questa vicenda, proprio il rispetto per i cittadini sembri essere stato il grande assente. Perché il voto non consegna un Comune a qualcuno come fosse una proprietà privata, né autorizza a trasformare l'amministrazione in un palcoscenico per battaglie personali, ripicche e regolamenti di conti. Il Comune è un'istituzione, non un ring. Si amministra, non si combattono guerre personali. Quando questo principio viene dimenticato, il mandato elettorale smette di essere un servizio alla comunità e rischia di assomigliare sempre più a un'occupazione politica, nella quale le ambizioni e gli scontri di pochi finiscono per prevalere sugli interessi di tutti. Ritirare le dimissioni non significa risolvere una crisi. Significa soltanto rinviare il momento in cui bisognerà fare i conti con la realtà… e con i bilanci. E mentre la sindaca si prepara a presiedere, domenica mattina, la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, i cittadini si chiedono ancora una volta che fine farà il loro Comune e quale futuro li attende».

«Il ritiro delle dimissioni della sindaca è immotivato: la maggioranza alternativa non è stata trovata nonostante la stessa Midollini abbia tentato tutti i gruppi, da destra a sinistra. L’unica cosa accaduta è che il gruppo che si era scisso ed è rimasto in maggioranza (Vinovo al Centro) ha iniziato a litigare con i dirigenti comunali sui giornali ed è saltata l’ennesima variante di bilancio, bloccando l’amministrazione di Vinovo ancora una volta - spiega Simone Camandona, consigliere comunale di Vinovo - Il motivo del ritiro delle dimissioni potrebbe anche essere più che altro economico: è un mese di stipendio in più per lei e i suoi amici. Inoltre, questo giochino di rassegnare le dimissioni con l’intento di ritirarle ha ritardato la sfiducia che stavamo presentando e che a questo punto arriverà, ma sarà efficace tra circa un mese. La sindaca potrà così forse conseguire l’indennità di fine mandato (ipotesi da verificare, servono 30 mesi ma potrebbero essere compiuti a dicembre). Sono lieto di venire smentito. A tutti quelli che hanno passato lo scorso mese a tentare di dare la colpa della situazione politica a Guerrini, direi che il comportamento della sindaca ha chiarito il perché l’esperienza è finita e che, in fondo, abbiamo fatto bene a cercare di farla terminare, comunque la si pensi. Una cosa ancora: mentre costoro stanno perdendo tempo con queste scenette, ci sono molte cose ancora da fare e il paese è fermo. I cittadini tutto questo non lo capiranno. E, permettetemi, hanno ragione. Il commissario potrà svolgere l’amministrazione ordinaria molto meglio di questa amministrazione e il futuro sindaco, da eleggere l’anno prossimo, potrà far ripartire il lavoro nel nostro Comune da dove lo avevamo lasciato».