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NICHELINO - Sabato scorso, 16 maggio 2026, un tragico incidente ha sconvolto Nichelino. Un Drahthaar, un cane da ferma tedesco e di grossa taglia, lasciato incustodito, ha aggredito e ucciso una cagnolina più piccola, Fibi, di 11 anni sotto gli occhi sgomenti dei suoi proprietari. E' stato ferito anche Loki, l'altro cane della coppia, che, dopo quanto avvenuto, ha presentato denuncia ai carabinieri.

«Strappata all’amore dei propri cari. Oggi due persone piangono il proprio cane. E nessun procedimento potrà restituire loro ciò che hanno perso o cancellare la violenza vissuta. A loro va tutta la mia solidarietà e il mio impegno per continuare a portare avanti una battaglia culturale che ritengo non più rinviabile - spiega l'assessore, Fiodor Verzola - Quanto accaduto a Nichelino, con l’uccisione di un chihuahua a seguito di un’aggressione da parte di un altro cane libero, non può essere liquidato come una fatalità. È il riflesso di un problema culturale enorme che riguarda la gestione della cinofilia in Italia e che troppo spesso viene affrontato dalla politica in maniera superficiale, emotiva e priva di competenze etologiche. Da anni sostengo che serva una riforma radicale del sistema. Occorre avere il coraggio di dire che non tutti possono avere un cane e che non tutte le persone possono gestire ogni tipo di cane. Continuare a ignorare questo tema significa alimentare un bollettino di guerra quotidiano fatto di aggressioni, tragedie e convivenze urbane sempre più difficili. La politica nazionale ha enormi responsabilità. La cosiddetta riforma Brambilla si è dimostrata insufficiente e incapace di modificare realmente le dinamiche culturali e gestionali legate alla cinofilia. Senza strumenti concreti, senza prevenzione e senza controlli, casi come questi continueranno inevitabilmente ad aumentare».

«Per questo continuo a sostenere con forza la necessità del Daspo cinofilo nei confronti di chi dimostra reiterata incapacità gestionale e mette a rischio persone e animali - conclude Fiodor Verzola - Ma il Daspo deve essere il punto di partenza, non quello di arrivo. La vera priorità deve essere educativa. Servono percorsi di consapevolezza cinofila, formazione, cultura etologica e investimenti seri nella prevenzione, perché la tutela degli animali passa prima di tutto dalla competenza di chi sceglie di convivere con loro. Anche le forze dell’ordine, troppo spesso lasciate sole, necessitano di linee guida nazionali chiare e di strumenti operativi adeguati. Non si può continuare a demandare tutto alla buona volontà dei singoli territori o delle amministrazioni locali».