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TORINO SUD - Con l’arrivo del 2026, muoversi in Piemonte pesa di più sul portafoglio degli automobilisti. Dal primo gennaio sono scattati gli aumenti dei pedaggi autostradali su quasi tutta la rete nazionale, con un incremento medio dell’1,5% stabilito per le società concessionarie impegnate nell’aggiornamento dei propri Piani economico-finanziari.

In Piemonte gli adeguamenti hanno interessato in particolare le principali arterie del Torinese. Sulla A4 Torino-Milano, sulla A6 Torino-Savona e sulla A32 Torino-Bardonecchia le tariffe sono salite, con effetti immediati sui costi di viaggio.

Non tutte le tratte, però, sono state coinvolte dagli aumenti. Restano escluse il tratto piemontese della A5 tra Quincinetto e Torino, la bretella Ivrea-Santhià e la tangenziale di Torino, che per il momento mantengono le tariffe invariate. Una parziale boccata d’ossigeno per chi si muove prevalentemente su queste direttrici.

«Si comunica che le tratte di esclusiva competenza Itp Tronco 1 non sono interessate da alcun aumento - spiegano invece da Itp - possibili variazioni sul pedaggio finale potrebbero derivare, oltre che da aumenti praticati da alcune Concessionarie interconnesse a seguito degli adeguamenti delle tariffe disposti con i Decreti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, anche dall’arrotondamento unico per eccesso o per difetto ai 10 centesimi di euro. L’abbonamento forfettario del pedaggio della Tangenziale di Torino è prorogato e la quota mensile risulta invariata a 28,70 euro».