La Regione non contribuirà a finanziare i lavori di bonifica del sito "Ex Italdry", il terreno inquinato di via Caramagna su cui è stata prorogata nuovamente l'ordinanza del sindaco di divieto di uso delle acque dei pozzi. Nell'incontro svoltosi pochi giorni fa tra il sindaco, Ivana Gaveglio e i tecnici dell'assessorato all'ambiente regionale, è arrivata la doccia fredda: non ci sono soldi per Carmagnola.

«Nella discussione - ha spiegato il primo cittadino -, è venuto fuori che il sito ex Italdry è nolto in basso come scala di priorità di intervento, secondo i parametri regionali. Circa al 300esimo posto. Non nascondo un po' di sorpresa, visto che è un problema che si trascina da anni e che riguarda un'area su cui non abbiamo ancora possibilità di capire con esattezza l'ampiezza dell'inquinamento che è presente nel sottosuolo. Detto questo, dalla Regione ci è stato detto che non ci sono fondi e che gli unici che arriveranno da Roma nel prossimo futuro sono vincolati per interventi a carattere regionale su siti considerati di primaria importanza e gravità. E in questi non rientra il nostro problema. Ora cercheremo di fare con le nostre forze, capendo quali passi compiere. Magari dividendo l'intervento in più parti, che però sarà lungo e complesso. La buona notizia è che dagli ultimi rilevamenti il tasso di inquinamento è leggermente sceso».

La vicenda Italdry è iniziata nel 2006 quando il Comune ha avviato, con ordinanza sindacale, un procedimento di bonifica nei confronti della ditta, a seguito di rilievi eseguiti da Arpa Piemonte che avevano evidenziato una contaminazione da sostanze inquinanti nei terreni di proprietà della ditta stessa. L’iter della bonifica, avviato dall'azienda ha però subito rallentamenti e una battuta d’arresto, nonostante una ordinanza della Provincia di Torino, e le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che hanno confermato l’obbligo in capo a Italdry di procedere alla bonifica del sito. Nel 2014, il Comune di Carmagnola ha perciò esercitato il potere sostitutivo, subentrando alla ditta inadempiente nello svolgimento delle attività di indagine e messa in sicurezza.