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MIRAFIORI - Negli ultimi anni il lavoro in fabbrica ha smesso di essere, per molti giovani, una meta ambita e stabile. Anche quando le aziende assumono e offrono stipendi competitivi, la risposta delle nuove generazioni appare più prudente, selettiva e spesso negativa. Torino, città simbolo dell’industria automobilistica italiana, offre oggi un caso emblematico di questo cambiamento.

Alla Porta 2 di Mirafiori, storico accesso dello stabilimento torinese, si sono presentati centinaia di candidati under 30 per partecipare alle selezioni avviate da Stellantis. L’azienda ha annunciato l’assunzione di 440 operai da inserire sulle linee produttive della Fiat 500 ibrida, con l’obiettivo di chiudere una lunga fase di cassa integrazione e rilanciare i volumi produttivi oltre le 100mila unità annue.

Nonostante l’ampia partecipazione ai colloqui, le assunzioni effettive sono però ben al di sotto delle aspettative. A fronte delle 440 posizioni disponibili, gli ingressi reali si fermano poco sopra quota 120. Un dato che evidenzia un disallineamento crescente tra le esigenze dell’industria e le aspettative dei giovani lavoratori. La retribuzione proposta non rappresenta il principale deterrente. Il salario base si aggira intorno ai 2.000 euro lordi mensili, con possibilità di arrivare a 2.600 euro in base ai turni e alle mansioni. A incidere maggiormente sono la rigidità dell’organizzazione del lavoro e la natura temporanea dei contratti. Le assunzioni avvengono tramite somministrazione, con rapporti a termine di circa dieci mesi, e richiedono disponibilità al lavoro notturno e nei fine settimana.

Per molti giovani queste condizioni risultano poco compatibili con una visione del lavoro che attribuisce grande valore alla qualità della vita. Un’impostazione che segna una netta distanza rispetto alle generazioni precedenti, oggi ancora presenti in fabbrica con un’età media superiore ai 55 anni. Il caso Mirafiori riflette una tendenza più ampia se è vero che oltre l’80% delle aziende piemontesi segnala difficoltà nel reperire operai specializzati. Alla scarsità di candidati si aggiunge la mancanza di competenze tecniche specifiche, soprattutto nei profili più qualificati.

Se il quadro non dovesse sbloccarsi, anche i programmi produttivi potrebbero subire rallentamenti. L’avvio del secondo turno, previsto entro la primavera, rischia uno slittamento. Mirafiori diventa così lo specchio di una trasformazione profonda: un’industria che cerca manodopera e una nuova generazione che chiede al lavoro qualcosa di diverso rispetto al passato.