Le prime proteste erano scoppiate durante il lockdown. I residenti volevano addirittura scendere in strada nonostante i divieti di uscire di casa, se non per emergenze. E per calmare le acque erano dovuti intervenire i carabinieri e il sindaco Tolardo in persona, spiegando che con Atc si era trovata una quadra. Peccato che da qualche giorno la situazione nelle case popolari di via Pracavallo  a Nichelino è tornata a farsi esplosiva. E sempre per lo stesso motivo: Atc vuole installare scaldabagni elettrici e stacca l'acqua calda alle 18. Alcuni inquilini non vogliono questa soluzione, giustificandola con un'impennata di costi inevitabile. Ma dall'agenzia per la casa hanno già espresso le loro motivazioni, spiegando che la decisione era stata presa dalla maggioranza degli inquilini attraverso l'amministratore degli stabili coinvolti. Troppi guasti sono infatti stati registrati nel tempo nell'attuale centrale termica e serviva un intervento per risolvere la situazione. Così pochi giorni fa, i residenti sono tornati a protestare, obbligando all'intervento nuovamente i carabinieri. "Gli accordi non sono stati rispettati", tuonavano. L'impressione è che Atc non torni sui suoi passi.

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