Auto, camper e furgoni parcheggiati ovunque, ma con lo spazio sufficiente per il passaggio delle parsone. Sul percorso creato dai veicoli, che porta al capannone dove si balla musica elettronica pompata da decine di casse su un palo di almeno trenta metri, ci sono punti "ristorazione" fai da te, che cucinano sul momento o vendono pizza, formaggi e alcol a prezzi stracciati. L'ex Viberti per tre giorni si è trasformata in una città nella città, grazie al popolo dei rave che da sabato sera ha occupato la zona, organizzando una manifestazione tra le più grandi degli ultimi anni. Almeno 7/8 mila persone hanno partecipato all'evento e lascia davvero di stucco la capacità di mettere in piedi una cosa simile nel giro di poche ore.

C'è la zona per il ristoro e anche quella dello sballo: tavolini dove si vendevano sigarette alla ketamina e furgoni dove si poteva sniffare l'etere attraverso palloncini. Il popolo del rave ha occupato tutto: anche la palazzina degli ex uffici, arrivando fino al tetto per ballare. Il capannone usato come discoteca aveva una scenografia da mille e una notte: un aereo biposto appeso al soffitto, luci, statue di metallo.I carabinieri hanno presidiato ininterrottamente la zona e hanno identificato centinaia di persone: per di più provenienti dall'estero. Finita la festa, resta il problema del recupero di una zona che ha visto già tre rave nel giro di due anni e diversi incendi dolosi. Comune e proprietà ne stanno parlando, ma forse è arrivato il momento di accelerare.

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