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NICHELINO - Un grave lutto colpisce la comunità di Nichelino e tutta la zona di Torino sud. E' morto questa notte, 20 gennaio 2026, don Paolo Gariglio. Aveva 95 anni e si è spento Casa del Clero della Diocesi di Torino, dove da tempo era ospite. Il religioso è stato prete e parroco a Nichelino. Lascia un vuoto enorme in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. E' stato pilota di aeroplani, scrittore, fondatore di scuole, giornali, radio e comunità di recupero. E' stato soprattutto un pastore di anima, un guida per i giovani e un punto di riferimento per i suoi fedeli. Ha dedicato la sua vita agli altri, agli "ultimi" operando in periferia e non solo.

Era nato il 15 ottobre 1930 a Torino ed era stato ordinato sacerdote nel 1956. Ha guidato per oltre trent'anni la parrocchia della Santissima Trinità a Nichelino. Don Paolo Gariglio è stato anche raccontato in un libro scritto da Filippo Raimondi dal titolo «Quel Don a Nichelino»: «Questo libro riporta una ampia intervista con don Paolo Gariglio e alcuni suoi significativi interventi sul giornale delle Parrocchie di Nichelino. In queste pagine, si sente la viva voce del “don” attraverso il suo racconto di particolari e aneddoti. Ma soprattutto si coglie il disegno di ampio respiro che ha caratterizzato il suo ministero».

Sul sito donpaologariglio.it, don Renato Casetta ricorda così il 95enne sacerdote: «Riassumo il cammino formativo con don Paolo in tre punti: Curare la relazione con Dio, sempre, lasciando a Dio la libertà di farsi conoscere, desiderare ed illuminare. Questo rapporto con Dio ha bisogno di curare la preghiera, non solo quella canonica del Breviario o Messa, ma anche quella silenziosa e personale in Chiesa, con la meditazione sulla Parola di Dio o sull’esercizio stesso pastorale. Curare la Comunione con i confratelli ed il Vescovo, ma in particolare il riferimento ad un Padre Spirituale. Nella celebrazione dell’Eucaristia e del sacramento della Confessione. Una confidenza personale nel mio cammino di formazione: nell’ adolescenza, tappa curata con cura da don Paolo, confidai un arresto nel consegnare la vita a Dio, fino a mettere in crisi tutta la mia vita. Da don Paolo mi giunse uno scossone: “È in gioco la vita che si regge solamente nell’amore reciproco tra il giovane e Dio”. Così iniziò in me l’apprendimento all’Amore alla scuola di Gesù, l’amore in tutte le dimensioni. Senza amore nulla sta in piedi e perdura nel tempo».