CARIGNANO - Si infiamma lo scontro politico sulla proroga dei termini per avviare i lavori di alcune opere importanti come i ponti di Castiglione, Preti a Strambinello, in Canavese, e Carignano. Lo slittamento delle scadenze fissato con il decreto Milleproroghe diventato ufficialmente legge ha tuttavia scatenato una querelle politica, innescata dalle parole dell'onorevole, Augusta Montaruli, che ha bacchettato la Città Metropolitana.
«Le dichiarazioni dell’onorevole Augusta Montaruli sul Decreto Ponti sono smentite dai fatti. La Città metropolitana di Torino ha rispettato i tempi, presentato i progetti e investito risorse proprie per la progettazione. Non esistono ritardi imputabili agli enti locali, come ha chiarito con precisione il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo - dichiara Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Piemonte - È singolare che si invochi l’ascolto dei territori mentre, a livello nazionale, la stessa maggioranza di governo continua a ridurre o ritardare risorse fondamentali per Comuni, Province e Città metropolitane. Un allarme che non arriva solo dal Piemonte: anche il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un documento che denuncia i tagli previsti dalla Legge di Bilancio e il rischio concreto di compromettere servizi essenziali e investimenti locali».
«Alle incertezze sui fondi del Decreto Ponti – aggiunge Pentenero – si sommano criticità ancora aperte: mancano infatti risorse fondamentali come i canoni idrici relativi al 2024 (fondi regionali) e restano insufficienti o non ancora pienamente disponibili i fondi per gli interventi post-alluvione del 17 aprile. Senza queste risposte è difficile garantire manutenzione del territorio, sicurezza e riapertura delle infrastrutture locali. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: strade provinciali e comunali ancora chiuse o a transito limitato, disagi per i cittadini e danni alle attività economiche locali, come accade in diversi Comuni della collina torinese, da San Sebastiano da Po a Lauriano».
«Se il Governo vuole davvero ascoltare i territori – conclude Pentenero – deve garantire risorse certe e tempi chiari su ponti, alluvioni e canoni idrici, non alimentare polemiche e scaricare responsabilità sugli enti locali che continuano a lavorare, nonostante tutto, per le comunità».


