Mercoledì 20 luglio si deciderà definitivamente il futuro del Governo. Nell'attesa oltre 1000 sindaci hanno deciso di prendere una posizione forte per provare a convincere il premier Mario Draghi a non dimettersi e a rimanere sulla poltrona di Palazzo Chigi. Tra i firmatari dell’ «appello dei sindaci», iniziativa promossa sul web dal primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, e dal collega di Torino, Stefano Lo Russo, ci sono anche i sindaci di Moncalieri e Nichelino, Paolo Montagna e Giampiero Tolardo. Non è il momento di fermarsi, secondo i due borgomastri torinesi: «Draghi dovrebbe continuare con la sua azione di governo nell’interesse di tutti gli italiani, perché ci troppi nodi importanti da sciogliere, uno su tutti, l'impiego dei fondi del PNRR».

«Con incredulità e preoccupazione assistiamo alla conclamazione della crisi di Governo generata da comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza – si legge nell’appello - Le nostre città, chiamate dopo la pandemia e con la guerra in corso a uno sforzo inedito per il rilancio economico, la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili e la gestione dell'emergenza sociale, non possono permettersi oggi una crisi che significa immobilismo e divisione laddove ora servono azione, credibilità, serietà».

«Il Presidente Mario Draghi ha rappresentato fino a ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale – continuano i primi cittadini firmatari dell’appello - Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall'inizio - continua la lettera - Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l'azione di governo».