ORBASSANO - Un corteo contro la tratta Avigliana-Orbassano della Tav è in programma il prossimo 3 ottobre 2026. La manifestazione sta già facendo molto discutere, anche e soprattutto a livello politico.
«La linea nazionale Avigliana - Orbassano è uno sperpero di risorse che non ha giustificazioni e che devasterà il territorio. Lo stiamo dicendo come AVS nei consigli comunali dei comuni coinvolti, e stiamo ponendo il tema con interrogazioni da dicembre, quando Rfi ha presentato un progetto esecutivo basato di 15 anni fa su studi completamente superati, tanto in Regione che in Parlamento e non abbiamo ottenuto nessuna risposta degna di questo nome. A Roma come al Grattacielo vanno avanti con i paraocchi, nel nome della grande opera, nonostante i clamorosi ritardi della sezione transfrontaliera e i costi aumentati del 127%. Anche per questo saremo sicuramente in piazza il 3 ottobre con i sindaci e il movimento NO TAV, che giustamente chiedono che la loro voce venga ascoltata e che si eviti l'ennesimo schiaffo alla Valsusa» dichiarano Marco Grimaldi, vicecapogruppo di AVS alla Camera, e Alice Ravinale, capogruppo di AVS in consiglio Regionale.
«Scavi a cielo aperto per circa 3 chilometri tra Rivoli e Rivalta, una collina artificiale per ulteriori 2 km a Rivalta da utilizzare come discarica di detriti, un ponte ferroviario da 500 m a 4 campate, il rifacimento di buona parte dello Scalo di Orbassano e dello svincolo ferroviario Bivio Pronda a Grugliasco: stiamo parlando di una cantierizzazione che comporterà consumo e contaminazione di suolo agricolo, inquinamento atmosferico e acustico, rischi sanitari per presenza di detriti di scavo contenenti amianto. E poi ancora danni alle falde acquifere, interferenza con pozzi a uso idropotabile a servizio della Città di Torino, impatti sugli ecosistemi e aree oggetto di tutela (Parchi naturali e SIC), interferenze di lungo periodo con la viabilità provinciale, criticità di accesso degli utenti agli ospedali di Rivoli e San Luigi Gonzaga di Orbassano. Nell'anno in cui il caldo ha mietuto vittime e fatto danni, in cui la crisi climatica è più evidente che mai, tutto questo non ha senso» aggiunge Grimaldi.
«Il progetto presentato da RFI sventrerà intere porzioni di comuni e intaccherà anche la falda di acqua potabile che serve Torino, ed è ancora più inquietante alla luce dell'ipotesi di vendita a privati dell'interporto SITO di Orbassano che apre nuovi scenari sui soggetti, non più pubblici, che potrebbero beneficiare di quest'investimento monstre di risorse pubbliche. Anche su questo, le nostre interrogazioni in Regione restano senza risposta - conclude Ravinale - Tutti argomenti che porteremo, con ordini del giorno, nuovamente all'attenzione del consiglio regionale quando si discuterà di Tav per entrare nel merito di una questione su cui la propaganda viene tutta da chi difende senza se e senza ma un progetto vecchio di oltre 30 anni e ormai completamente superato. Chi vuole fare gli interessi del Piemonte, invece che inseguire chimere, dovrebbe dirigere le risorse su progetti che servono davvero ai territori».

