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ORBASSANO - Ieri è stata inaugurata la prima vigna terapeutica integrata in un ospedale pubblico italiano. Al San Luigi di Orbassano: uno spazio nuovo, nato per portare natura, movimento, relazione e attività quotidiane dentro i percorsi di cura e riabilitazione. Un progetto ideato da Citiculture con Luca Balbiano e realizzato a costo zero per il San Luigi grazie al sostegno degli sponsor.

«Innovare in sanità significa anche immaginare nuovi modi di prendersi cura delle persone. Rivìtere porta dentro l’ospedale un ambiente nel quale gesti semplici e quotidiani – muoversi, prendersi cura di qualcosa, stare con gli altri – diventano parte del percorso di cura. È un’innovazione che mette al centro la persona e la qualità della sua vita, con l’obiettivo di accompagnarla verso una quotidianità più autonoma e ricca e lo fa, in questo caso, attraverso la vigna, una delle eccellenze agricole del nostro territorio di cui è simbolo e patrimonio prezioso», dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il vice presidente Maurizio Marrone e l'assessore alla Sanità, Federico Riboldi.

«Con la vigna terapeutica proseguiamo un percorso preciso, che abbiamo avviato con il Giardino Riabilitativo: utilizzare anche gli spazi esterni dell’ospedale come luoghi nei quali continuare concretamente la cura» dichiara Davide Minniti, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga. «L’ospedale non coincide soltanto con i reparti, gli ambulatori e le palestre riabilitative. Per alcuni pazienti tornare a muoversi in un ambiente reale, svolgere un’attività concreta e recuperare progressivamente autonomia e relazioni rappresenta una parte importante del percorso terapeutico. La vigna aggiunge, a costo zero per l’azienda grazie alla generosità degli sponsor, una nuova possibilità a questo modello e rafforza la scelta dell’Azienda di coniugare efficacia clinica, umanizzazione dell’assistenza e qualità dell’esperienza di cura».

«La malattia può imporre una pausa, ma la vita non si ferma. Continua a crescere, a dare stimoli, a creare relazioni. E una vigna dentro un ospedale è un’immagine straordinariamente forte di questo principio: prendersi cura di una pianta, muoversi, stare all’aria aperta, incontrare gli altri significa anche aiutare una persona a ritrovare autonomia, fiducia e il desiderio di tornare alla propria quotidianità». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco, intervenuto all’inaugurazione di “Rivitere”.

«È un nuovo ambiente di cura – sottolinea Nicco – pensato per accompagnare soprattutto i pazienti con disabilità neurologiche, patologie oncologiche e croniche nel percorso riabilitativo. La cura è fatta di medicine e terapie, ma è fatta anche di natura, movimento, relazioni e stimoli psicologici. Per questo considero questo progetto un bellissimo esempio di una sanità che sa innovare mettendo al centro la persona. Una vite ha bisogno di tempo, attenzione e cura per crescere, proprio come una persona che deve ritrovare, passo dopo passo, le proprie forze. Al San Luigi abbiamo visto mettere radici a un’idea semplice ma potente: anche nel momento più difficile della malattia si può continuare a guardare avanti».