POIRINO - Il Gruppo Imprese Chieresi (GIC) - insieme ai Comuni di Chieri, Carmagnola, Poirino, Cambiano, Andezeno e Ceresole d’Alba - torna a sollecitare la realizzazione della nuova uscita autostradale A21 in località Masio di Poirino, all’intersezione con la provinciale 128, ritenuta un’infrastruttura strategica per lo sviluppo e la competitività del territorio.
La proposta - già formalmente inviata nei mesi scorsi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla società Itp, gestore della tratta, e alla Regione Piemonte - è stata ora inoltrata al vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, al quale il GIC ha chiesto di inserire lo svincolo di Masio nell’elenco delle opere prioritarie per il territorio della Città Metropolitana, riconoscendone il ruolo per l’accessibilità delle aree industriali e per la decongestione della viabilità ordinaria.
Viene così ribadita l’importanza di un’infrastruttura che interessa un’area composta da oltre 160 mila residenti e circa 40 mila lavoratori, distribuiti tra svariate zone industriali, in primis Poirino-Masio, Chieri, Riva presso Chieri e Carmagnola. «Il nuovo svincolo A21 risponderebbe a tre obiettivi fondamentali: migliorare l’accessibilità alle aree produttive, riducendo i tempi di percorrenza per mezzi pesanti e lavoratori; diminuire l’impatto ambientale e aumentare la sicurezza stradale, alleggerendo il traffico su assi oggi congestionati come SP122, SS10 e SR29, anche in chiave di sbocco verso il Colle Don Bosco», spiega Dario Kafaie, presidente del GIC.
Le analisi condotte evidenziano infatti come, allo stato attuale, oltre 1.100 mezzi pesanti transitino quotidianamente per raggiungere le aziende della zona. «Per questo motivo, imprese ed enti locali chiedono che l’opera venga inserita con urgenza tra gli interventi prioritari connessi alla concessione autostradale della A21 Torino-Alessandria-Piacenza: l’apertura dell’uscita di Masio rappresenterebbe una risposta concreta e immediata a criticità infrastrutturali che penalizzano da anni il territorio», aggiunge Kafaie.
A sostegno della richiesta, il GIC ha allegato anche una raccolta firme che ha coinvolto oltre 100 imprese del territorio chierese, a testimonianza di una domanda diffusa e trasversale proveniente dal sistema produttivo locale.

