MONCALIERI - Vent’anni con un’ernia gigante, operato all'ospedale di Moncalieri con una tecnica pionieristica in Europa. Arriva da Torino sud, dall'Asl To5 e dall'ospedale Santa Croce una notizia di buona sanità, anzi d'eccellenza.
L'équipe della Chirurgia generale del nosocomio, diretta dal dottor Gabriele Pozzo, ha operato, lo scorso 10 marzo, con un successo un uomo di 60 anni che da 20 conviveva con un’ernia di dimensioni eccezionali. Il quadro clinico era complesso. L’ernia, definita «permagna», aveva, infatti, causato la perdita di funzionalità del rene sinistro, a causa della prolungata compressione dell’uretere. Situazioni di questo tipo rientrano nei casi di «loss of domain»: una condizione in cui una parte significativa degli organi addominali si trova stabilmente al di fuori della cavità. In questi scenari, il semplice riposizionamento degli organi può risultare altamente rischioso: l’improvviso aumento della pressione intra-addominale può infatti provocare una sindrome compartimentale potenzialmente fatale.
Per intervenire in sicurezza, i chirurghi hanno adottato una strategia in due fasi, tra le più avanzate oggi disponibili: preparazione pre-operatoria con tossina botulinica e intervento in laparoscopia con dispositivo fasciotens. Si tratta di una tecnica ancora rarissima: ad oggi si contano circa 6 interventi simili in Italia e meno di 10 in tutta Europa, un' intervento complesso e altamente innovativo che ha restituito una migliore qualità di vita al paziente. Lavoro di squadra e tecniche all’avanguardia hanno reso possibile affrontare anche le situazioni più difficili come questa.
«Affrontare casi come questo significa unire esperienza, innovazione e lavoro di squadra - commenta il dottor Gabriele Pozzo, direttore della Struttura Complessa Chirurgia di Moncalieri - Abbiamo costruito un percorso su misura per il paziente, utilizzando tecniche avanzate che ci permettono oggi di trattare situazioni che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate troppo rischiose. Il risultato è restituire alle persone una qualità di vita che avevano perso da tempo». «Questo intervento rappresenta un esempio concreto di sanità pubblica che funziona e innova - spiega il direttore generale dell’Asl To5, Bruno Osella -. Investire in competenze e tecnologie significa offrire ai cittadini cure sempre più efficaci, anche nei casi più complessi, senza dover uscire dal proprio territorio».

