È stata aperta un’inchiesta della procura della Repubblica di Torino sull’incendio divampato ieri pomeriggio alla Cmt di La Loggia, azienda che raccoglie e tratta rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. Secondo il racconto dei responsabili dello stabilimento a innescare le fiamme sarebbe stato un corto circuito dell’impianto elettrico di un mezzo meccanico, ma i vigili del fuoco dei polizia giudiziaria del pool del procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo hanno appena cominciato le operazioni di verifica. Al momento vengono vagliate tutte le possibili ipotesi.

Durante la notte, intanto, è crollata una parte del capannone, le fiamme non sono ancora state spente e, stando alle parole del sindaco, Sergio Ingaramo, al momento non è possibile stabilire quando potrà cessare l’allarme. «La buona notizia è che le aziende vicine sono fuori pericolo - spiega il primo cittadino -, il fuoco è stato circoscritto all'area dello stabilimento Cmt, ma le fiamme sono ancota molto alte. Non possiamo avvicinarci nemmeno noi. Per il momento non abbiamo fatto ordinanze sulla struttura, perchè aspettiamo la relazione finale dei vigili del fuoco. Certo è che la nube continua a spandersi nell'aria e il vento la spinge verso Moncalieri e Torino. Siamo rimasti in contatto con l'Arpa tutta la notte e al momento non ci sono parametri tali da mettere in allarme la popolazione».

I tecnici dell’Agenzia regione per la Protezione Ambientale sono ancora al lavoro per eseguire campionamenti dell’aria a La Loggia e nei paesi confinanti: «I rifiuti coinvolti sono costituiti prevalentemente da materassi, masserizie in diversi materiali stoffe e imballaggi sciolti. Dal rogo, presumibilmente per le basse temperature esterne e l’alta temperatura dei fumi, si è alzata una colonna di fumo relativamente stretta ma molto alta che era visibile anche a chilometri di distanza costituita da una quota consistente di vapore. Queste condizioni hanno favorito inizialmente una buona diffusione e una limitata ricaduta al suolo dei fumi». Le analisi effettuate fino alle 21 hanno rilevato la presenza monossido di carbonio, acido cianidrico, cloro, ammoniaca a La Loggia, Nichelino, Moncalieri, Trofarello: «In alcuni punti è stato riscontrato il tipico odore di plastica bruciata, ma i valori strumentali sono sempre stati al di sotto dei limiti di rilevabilità. Per contro si è diffuso un forte odore in diverse aree della Città di Torino»

Il lavoro per spegnere gli ultimi focolai non è affatto finito e andrà avanti sicuramente tutto il giorno, le operazioni di smussamento proseguiranno quasi certamente anche nel fine settimana.

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